Pulgar e Saputo, due facce della stessa medaglia

Pulgar e Saputo, due facce della stessa medaglia

Il cileno da tatuato sopravvalutato a uomo decisivo salvezza, il presidente mostra in pubblico le sue emozioni

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

PULGAR

La serata di lunedì contro il Chievo ha riportato il Bologna fuori dalla zona retrocessione, ma anche svelato emozioni e impressioni diverse.

Da un lato c’è il match winner della serata, quell’Erick Pulgar portato da Corvino nel 2015 e passato sotto le forche caudine del giudizio bolognese, dall’altro la trepidazione e l’eccitazione di Joey Saputo, non più così impassibile alla visione di un match del Bologna. Il cileno è stato negli anni uno dei giocatori più discussi, era di fatto già stato bollato come un altro acquisto sbagliato della gestione ‘corviniana’ ma i gol dell’anno scorso, decisivo anche in termini di salvezza quello col Sassuolo in casa, e soprattutto la freddezza sui rigori di questa stagione, lo stanno rendendo uno dei giocatori imprescindibili del Bologna. Sono 5 marcature su 5 dagli undici metri, tutti decisive e che hanno dato in dote al Bfc punti importanti nella risalita. Da tatuato ed elemento irascibile, quasi un reietto, a salvatore principale della patria se la salvezza sopraggiungerà. Pagato circa 2.5 milioni ora ha una clausola da 15 milioni di euro non così peregrina e fuori dai parametri del mercato. Poi certo, se il Bologna avrà imparato da questa stagione, ed eviterà certi errori in passato, si dovrebbe per una volta provare a trattenere i giocatori migliori.

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