Perfezione difensiva, ma…

Perfezione difensiva, ma…

Puntaccio del Bologna che muove la classifica ma rimane terzultimo: ottima fase difensiva, ma c’è la sensazione di essersi lasciati scappare una occasione

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Piotòst che gninta, le mei piotòst. Si potrebbe riassumere così un Bologna-Milan avvolto dalla nebbia e dal freddo: a maggior ragione il voto più alto va al pubblico che ha sopportato il clima e una partita non certo bella.

Inzaghi ha preparato una partita difensiva con l’idea di fare densità negli ultimi metri inibendo le doti offensive del Milan, squadra che dal centrocampo in su può fare male. Non è stato un Milan scintillante ma per una volta i rossoblù difensivamente sono stati perfetti. Questo, se vogliamo, può essere un punto di partenza importante. Il primo tempo è stato brutto per il Bologna, comandato in lungo e in largo dall’avversario e al 45′ la sensazione è ‘che ce la mandi buona’. La ripresa è stata invece diversa, l’espulsione di Bakayoko ha dato coraggio ai rossoblù che però non sono riusciti a trovare la lucidità necessaria per pungere in ripartenza e con superiorità numerica. Sarebbe bastato davvero poco nell’ultimo quarto d’ora per trovare il bottino pieno in un match in cui il punto è diventato un puntaccio, ma i due lasciati per strada un rammarico. E’ un peccato, perché alla fine mai come stavolta c’era l’occasione di freddare un Milan imbattuto qui dal 2002.

Guardando avanti, rimangono gli enigmi che avvolgono questo Bologna. A volte la squadra trova anche manovra e fluidità, come successo a Empoli, salvo poi prendere gol talmente stupidi che è inutile commentarli. Viceversa, accade poi che quando il gioco diventa statico il Bologna riesce a trovare solidità difensiva come stasera. Il compito di Pippo in queste tre partite che mancano al mercato è cercare di mettere assieme le due cose, sempre che sia possibile. Perché la coperta potrebbe essere talmente corta da non rendere a portata di mano una manovra più fluida e una difesa meno perforabile. A essere sinceri, dunque, il match di oggi diventa positivo per il punto, perché su altri aspetti si continua a faticare. Approssimazione su certi passaggi, indecisione nelle rimesse laterali e sulle punizioni (Danilo che batte al posto di Helander e regala il pallone), stop sbagliati (tre solo da Mattiello) e poca lucidità tra le linee (Dzemaili che incespica da solo sulla palla). Insomma, se prima la squadra doveva trovare una propria amalgama, ora la posizione di classifica rende il pallone qualcosa di infuocato da avere tra i piedi o tra le mani. Se prima poteva essere un problema di schemi da assimilare, ora si parla di psicologia sportiva. Sei terzultimo e giocare tranquillo è dura. Infine, un pensiero su Inzaghi. L’utilizzo di Destro al 91′ sembra quasi uno scherzo (se lo avesse fatto Donadoni…) e anche l’indecisione sul cambio con Santander, che stava per essere tolto con una punizione da battere in area, denota confusione generale. L’ingresso di Orsolini, invece, appare tardivo e comunque è difficile spiegare perché il tecnico si arrovelli su tesi tecnico-tattiche ancora incomprensibili. Davvero Orsolini non può sostituire Palacio per uno scampolo di partita nel ruolo di seconda punta? Davvero Destro e Santander non possono coesistere dieci minuti? Interrogativi che forse rimarranno irrisolti, con la speranza che a Parma arrivino punti importanti.

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