Perdere senza sapere come

Perdere senza sapere come

Il Bologna comanda all’Olimpico ma perde per un rigore e un calcio piazzato: c’è rammarico ma anche la sensazione che la squadra possa ancora salvarsi

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi
È la dura legge del gol
fai un gran bel gioco però
se non hai difesa gli altri segnano
e poi vincono
Loro stanno chiusi ma
alla prima opportunità
salgon subito e la buttan dentro a noi
la buttan dentro a noi
Cantava così Max Pezzali e mai ritornello fu più azzeccato per commentare in poche righe Roma-Bologna. Creano e sprecano i rossoblù, concretizzano i giallorossi. La partita nasce e muore su un dualismo: quello di Olsen con Soriano. Lo ipnotizza due volte, alla terza lo salva la traversa. Olsen che non ha mai parato in stagione oggi lo ha fatto, unito ai demeriti dei rossoblù che non hanno concretizzato ciò che potevano concretizzare. Dall’altra parte, invece, è bastato un singolo errore per condannare i rossoblù, che comunque fino alla fine hanno deciso di non mollare e lottare. E se Dzemaili avesse salvato il tiro di Fazio sulla riga chissà…Resta dunque il rammarico di una partita persa non si sa come ma giocata bene come non si sa da quando. E’ la dura legge del gol e del calcio, uno sport per certi versi spietato.
Occorre però guardare avanti e, dove in tanti possono vedere l’ennesimo alone di sfiga attorno al Bologna, qualcuno potrebbe vedere anche la luce in fondo al tunnel. La sequenza di ottime prestazioni della squadra, quella dell’Olimpico la migliore, può solo dare fiducia e coraggio verso il futuro, consapevoli di aver imboccato la strada giusta. Viene da dire che se il Bologna sarà sempre questo per altre 15 partite allora la salvezza sarà davvero raggiungibile. Basta guardare le avversarie e nessuna in questo momento offre una cifra calcistica come quella messa in campo dai rossoblù. Certo, serve cominciare a concretizzare il nostro giocare bene, ma i risultati quasi sempre sono figli delle prestazioni e queste ci sono. Per dirla alla Mihajlovicsarei più preoccupato dopo un pareggio giocato male‘. Insomma, nel match in cui il Bologna perde anche quando un pareggio gli sarebbe andato stretto si possono trovare cardini da cui ripartire. Sono figli del lavoro del tecnico che in tre settimane ha portato la squadra a giocare un calcio che prima sognava, rivoltandola nell’animo e nell’intensità come forse solo lui, tra gli allenatori liberi, avrebbe potuto fare. E se, paradossalmente, dopo Roma avessimo avuto la prova definitiva che il Bologna possa davvero salvarsi?
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