Notti magiche

Notti magiche

Emozioni su emozioni a Torino, il Bologna rischia di complicarsi la vita ma porta a casa tre punti di importanza capitale

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Il pomeriggio era iniziato male, un rigorino concesso da Rocchi a Ferrara aveva consentito alla Spal di prendersi tre punti contro la solita distratta Roma, poi pure la serata aveva avuto vagiti complicati con un inopinato autogol di Pulgar, ma questo Bologna di Mihajlovic è altra pasta e ha reagito come quasi mai aveva fatto in precedenza. Un miracolo di Sirigu, poi due gol in sequenza – Poli e Pulgar – a ribaltare il risultato già nel primo tempo. Nella ripresa i rossoblù avevano cementato il risultato con l’1-3 di Orsolini, ma come solito sono emerse le lacune che pervadono il suo dna: un rosso severo a Lyanco e una papera di Skourpski, fino a lì tra i migliori. Stavolta, però, tutto è finito bene dopo 6 lunghi ed estenuanti minuti di recupero. Due vittorie in fila non erano mai arrivate, per il momento consentono al Bologna di issarsi fuori dalla zona retrocessione.

E’ stata una notte magica, quasi da Gianna Nannini ed Edoardo Bennato, piena di emozioni, sofferenza e, infine, gioia. Inutile sottolineare come Mihajlovic abbia ridato al Bologna una identità e una dignità, stasera complici anche i nuovi acquisti, tutti positivi: Lyanco bene dietro, Soriano imperioso a centrocampo, Sansone ficcante davanti; il Bologna c’è, corre, gioca, si diverte e vince. Potrebbe essere davvero una rinascita e il merito è del tecnico, capace non solo di dare un gioco alla squadra, ma anche di cambiarne sensibilmente la mentalità dopo la scoppola di Udine. E’ una vittoria che, indipendentemente da cosa farà l’Empoli domani, darà comunque tanto morale per il rush conclusivo fatto di 10 partite che come si dice in questi casi sono 10 finali. C’è una carica elettrica diversa nella squadra, un carattere tignoso visto che i presupposti per squagliarsi, dopo l’autogol e il risultato della Spal, c’erano tutti. Invece il Bologna ha ripreso in mano il proprio destino portando a termine una delle vittorie più emozionanti della storia recente del club. Se vogliamo trovare un appunto è quello del continuo masochismo intrinseco che ancora abbiamo, perché anche oggi la squadra si è fatta due gol da sola. Ma allora non saremmo il Bologna e non saremmo invischiati nella lotta salvezza. Se Mihajlovic riuscirà a eliminare anche questo difetto allora meriterebbe una statua in Piazza Maggiore se a maggio saremo salvi. Chissà…Infine, consentitemi due righe solo ed esclusivamente per Rodrigo Palacio. Giocatore eterno, di intelligenza superiore, di leadership innata e conclamata. Due assist, una partita di spessore in cui ha portato in giro per il campo N’Koulos e Djidji, per culminare con l’espulsione guadagnata su Aina che ha tolto ogni fiato al Toro. Si prelevi il dna del trenza e si tenti di riprodurlo in laboratorio. Chapeau.

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