Non si butta via un vice-campione del mondo

Non si butta via un vice-campione del mondo

Il Bologna prende Palacio e tiene Destro, il livello dell’attacco è più elevato rispetto a un anno fa e un vice-campione del mondo non può essere criticato subito e alla leggera

Rodrigo Palacio al Bologna si può definire un colpo di mercato? Questa è la vera domanda che la piazza si pone dopo l’arrivo del giocatore argentino. In questi casi la risposta contiene sempre un ‘ma’. Se lo avessimo preso tre anni fa sì, a 36 anni forse no.

In realtà nel calcio servono spesso, quasi sempre, calciatori dai piedi buoni, e Palacio ce li ha. Tecnicamente è un valore aggiunto indiscutibile, se fisicamente sta bene probabilmente il Bologna ha aggiunto quel pizzico di qualità ed esperienza che mancava, anche se questo significa arrestare momentaneamente il progetto giovani. Sia chiaro, se Bigon avesse potuto prendere un giocatore forte 26enne avrei preferito, ma date le circostanze Palacio potrebbe risolvere qualche problemino al Bologna e tranquillizzare Donadoni che, ormai lo sappiamo, punta sull’esperienza. Non dimentichiamoci inoltre che Palacio è vice-campione del mondo in carica con l’Argentina: non abbiamo preso il Mancosu della Serie B, con tutto rispetto parlando. E cinque anni di esperienza all’Inter serviranno anche per portare a Bologna ancora più personalità oltre a quella già acquisita con Poli. Trovo dunque non realistico criticare a priori l’operazione solo sulla base dell’età, primo perché se il Bfc avesse preso un giovane la piazza avrebbe richiesto un esperto (e viceversa) secondo perché di giocatori dotati come Palacio qui ne abbiamo visti pochi nel recente periodo, e se abbiamo rimpianto Brienza è lecito pensare che il Trenza per un anno possa fare la differenza.

A livello tattico, altro valore aggiunto, Palacio può fare quasi tutto. Sostituire Destro davanti, agire da seconda punta, da trequartista e alla bisogna, per pochi minuti, anche l’attaccante esterno. Ricordo l’anno scorso, nell’interregno di Vecchi, un Palacio uomo squadra e collante di spogliatoio, con conseguenti lodi del tecnico ex Carpi. Anzi, proprio Vecchi esaltò le doti di sacrificio di Palacio, sintomo che a 36 anni ha ancora qualcosa da dare. Insomma, chi ha i piedi buoni nel calcio e la testa a posto difficilmente diventa un problema. L’età è un limite, ma Palacio non viene qui a fare il titolare e proprio come Brienza 20-25 minuti di grande qualità a fine partita serviranno a due importanti cose: mantenere e gestire un risultato (o chiudere una partita) oppure ribaltare una situazione apparentemente difficile. In tutto questo, Destro rimarrà a Bologna, componendo comunque un attacco di tutto rispetto se si considerano i giovani talenti Di Francesco e Verdi. Forse, i problemi del Bologna non saranno più in attacco. Restano da risolvere gli altri rebus: la tenuta difensiva e la creazione di gioco.

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