Non cediamo alla paura le nostre notti rossoblù

Non cediamo alla paura le nostre notti rossoblù

Senza isterismi e senza paura, all’Adriatico si può anche vincere: quelli terrorizzati sono gli abruzzesi

Monta la paura a Bologna, si gioca in trasferta tre volte, due di queste contro dirette concorrenti, se vogliamo considerare il Bfc al pari livello delle ultime quattro…Sì, il tifo si guarda dietro, perché anche solo una sconfitta tra Pescara e Crotone vorrebbe dire accorciare le distanze con le ultime tre. Ma per quale motivo il Bologna dovrebbe perderle tutte? Per quale motivo il Bologna non potrebbe più tornare a vincere?

Sicuramente i rossoblù fanno fatica, non vincono quasi mai, prendono poco la porta, ma almeno domenica hanno marcato sul campo una netta differenza di prestazione contro una delle ultime quattro, in teoria la migliore del lotto. Questo potrebbe almeno certificare, nonostante la difficoltà, un Bologna superiore rispetto a chi sta là sotto. Ecco perché occorre guardare con attenzione alla classifica, al calendario e alla situazione deprimente del Bologna, ma farsi prendere dal panico non è certo funzionale all’ottenimento dei risultati sperati. Dare coraggio ad una squadra in difficoltà può aiutare la risalita, rivestirla di insulti e pessimismo può solo peggiorare le cose. Di sicuro i fischi al 6’ minuto di Bologna-Empoli al primo retropassaggio di Torosidis non sono propedeutici a generare serenità e calma in chi gioca.

Si va dunque a Pescara, a giocare in un ambiente sul piede di guerra con squadra contestata alla festa di Natale e a secco di vittorie. Stanno peggio loro, molto peggio. E là mica si possono appellare al progetto di Saputo e all’acquisizione definitiva di un centro tecnico. Perché il progetto che non esiste a Bologna ha previsto ieri l’ufficialità del passaggio del ‘Galli’ da Galotti al Bologna. Sì, il Bologna ha un centro tecnico suo, una struttura che a febbraio vedrà ultimati i lavori di implementazione. E badate bene, il centro tecnico non va in campo ora, ma è come se lo facesse tra qualche anno anche se capisco che è difficile da comprendere. Ecco allora che la paura non deve tormentarci, la tensione lasciamola a chi effettivamente la vive, cioè al Pescara. Domenica all’Adriatico il Bologna dovrà mettere in campo se stesso: perché se lo farà al 90’ avrà in mano tre punti, se invece si farà prendere dall’ansia tutto potrebbe essere riaperto. E quando si va a giocare in un ambiente in contestazione, non si deve fare altro che amplificare il malumore, mettendo da subito in difficoltà un Pescara senza qualità. Pensate ai fischi che potrebbero piovere sui biancoblù in caso di svantaggio immediato. In sintesi, eviterei di dare coraggio ad una squadra in difficoltà esattamente come fatto a Udine: sarebbe il preludio alla catastrofe. Con coraggio e senza paura, per un risultato che tecnicamente può valere poco ma mentalmente vale tantissimo.

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