Niente di nuovo all’ombra di Fenucci

Niente di nuovo all’ombra di Fenucci

L’amministratore delegato, ospite al Pallone nel 7, ha snocciolato numeri, riaffermato la gioia del chairman sul progetto e attaccato la stampa non allineata

E’ sembrata un po’ la trama di una soap opera, cioè si sa benissimo che ad un certo Brooke tradirà qualcuno. Quando parla Fenucci a priori si conoscono i contorni della chiacchierata: ribadirà l’entità dell’esborso del patron, smentirà le ricostruzioni giornalistiche avverse e non parlerà di mercato. Più che una ospitata televisiva è sembrata una conferenza stampa, con poche domande difficili a cui rispondere.

L’intento probabilmente era quello di ribadire la felicità di Saputo nel gettare nel calderone del bilancio rossoblù trenta milioni di euro ogni anno a coprire le perdite, oltre a tutti quelli che ha già stanziato e programmato dal suo avvento a oggi. Non saranno trenta nei prossimi anni ma il pareggio di bilancio pare sia stato posticipato un po’più in là, che sia proprio così soddisfatto il chairman? Ovvio, non scapperà, figuriamoci, ma è lecito pensare che possa un po’ rimodulare le spese, limitarle, restringerle al necessario senza sperperare troppo denaro. Fenucci si è scagliato contro una porzione di stampa non allineata, posizione legittima da dirigente e nella norma, peccato che non ci fosse il contraddittorio per entrare un po’ più nel dettaglio di alcuni situazioni.

Per il resto tutto procede: il Bologna, banalmente, non può decollare senza una riforma dei diritti tv e senza uno stadio di proprietà. Su questo Fenucci ha ragione e non si può chiedere a Saputo di gettare al vento i suoi denari. E’ giusto non avere fretta, non fare il passo più lungo della gamba, così come è strategicamente corretto non fare proclami: Fenucci su determinati aspetti è impeccabile. L’Ad ha anche affermato che sulla questione restyling Dall’Ara l’amministrazione è collaborativa ma che ci sono determinate tempistiche burocratico-amministrative da rispettare, oltre alla solita questione costi che imporrà al Bologna la ricerca di partner. Onestamente, è prassi non avere fretta di andare in Europa senza una solida base alle spalle sia dal punto di vista economico che tecnico. Irreprensibile, in questi termini, la posizione societaria. Quello che non è possibile omologare, invece, è la posizione dei media, pensare cioè che tutti possano sostenere il fantastico mondo di Casteldebole in tutte le sue sfaccettature. E’ fondamentale, dopo tutto quello che il club ha passato sotto diverse presidenze, sostenere il progetto made in Canada, ma se si percepiscono sassolini negli ingranaggi i media devono fare il loro mestiere, non sono in campo solo ed esclusivamente per promuovere le iniziative rossoblù e dipingere bello quello che bello potrebbe non essere.

 

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