Nessuna VARiazione

Nessuna VARiazione

Orsato, Giacomelli e il Var: il weekend ci ha fatto capire che nulla è variato

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Mentre il Bologna ha inanellato la 18esima sconfitta stagionale (3 in più della Spal, stesse del Chievo, una sola in meno del Crotone), il Var ha mostrato a fine campionato le sue ultime e principali crepe.

Lo strumento tecnologico per definizione non sbaglia, ma chi lo guarda sì. Le immagini sono chiare, immutabili, rappresentano la realtà delle cose: la loro interpretazione no. Vale per Orsato in Inter-Juve, che nonostante abbia fischiato e sanzionato un intervento di Vecino su Mandzukic, si fa convincere dai suoi assistenti a rivederlo quando in realtà non si dovrebbe fare. Lo spiega bene Luca Marelli nel suo blog ‘La ragione di questa scelta è molto semplice, nel solco del protocollo: nel caso in cui l’arbitro abbia visto l’episodio, la sua valutazione non può essere oggetto di review, perché ciò significherebbe invadere la sfera discrezionale del direttore di gara.
In linea esemplificativa‘. Il finale della storia è chiaro, e lo illustra ancora una volta Marelli: Vecino è stato giustamente espulso ma con utilizzo improprio del VAR’.

Poi c’è la rete annullata a Riccardo Orsolini per tocco di mano involontario di Palacio. Qui si entra in un campo specifico in cui secondo me il Var sarebbe meglio non intervenisse, a meno che non si trovi un regolamento univoco e oggettivo che consenta ai direttori di gara di non agire sulla base della soggettività personale. Già distinguere se un tocco di mano è volontario o involontario in alcuni casi è difficile, farlo in una azione in cui nemmeno quel concetto diventa dirimente è impossibile. Ancora Marelli, il quale spiega benissimo cosa scatta nel ragionamento di un arbitro: ‘Il tocco di mano può essere ritenuto questo contatto come volontario e, pertanto, punibile? Difficile affermarlo, più semplice constatare quanto possa essere enormemente complesso concedere una rete realizzata con un tocco di braccio decisivo. […] Peraltro vige un principio, soprattutto a livello internazionale: una marcatura realizzata con l’aiuto delle mani non deve essere mai assegnata. E’ un principio discutibile (perché contraddice pesantemente il regolamento) ma comprensibile: più facile “far digerire” un annullamento per tocco di mano che la concessione’. Come potete capire, il tocco di Palacio è involontario, ma più che per protocollo in questi casi si agisce su un altro concetto: cosa si può far digerire meglio? Meglio concedere una rete ‘viziata’ da un tocco di mano al Bologna – e quindi far arrabbiare il Milan – oppure concedere l’annullamento? Rispondete da soli. Restano però gli episodi continuamente a sfavore del Bfc, anche con il Var, soprattutto con i falli di mano. Ceppitelli che all’andata di Bologna-Cagliari toglie dalla rete un colpo di testa di Palacio (tocco involontario, ma il principio di cosa si può digerire meglio?), oppure Koulibaly a Napoli che nega il gol – sempre a Palacio – con una parata al posto di Reina. Insomma, le 18 sconfitte rimangono, e di certo sono più colpa nostra che altro, però sui falli di mano il Var oggettivamente è in difficoltà, soprattutto perché il regolamento consente ad arbitri diversi di avere discrezionalità diverse, rendendo di fatto il principio dell’oggettività inconciliabile con questo aspetto del gioco. Mentre su Orsato, Vecino e Pjanic l’oggettività delle cose era chiara anche se Var…

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