Nessuna distinzione

Nessuna distinzione

Il Bologna batte il Toro come le grandi squadre sanno fare: un gol per tempo. Stavolta si può gioire in maniera unita senza troppi distinguo

Bel Bologna, bella vittoria, prestazione di alto livello: tutti contenti. Se i tre punti di Crotone erano stati accolti con evidenti dubbi (partita opaca, avversario debole) stavolta si può essere tutti d’accordo sulla bontà della prestazione rossoblù. Finalmente il pubblico più critico può accogliere la terra di mezzo, quella dove regna l’equilibrio dei giudizi e delle opinioni. Il Bologna non è il Real Madrid, ma nemmeno una accozzaglia di giocatori senza senso. Bastava rendersi conto, senza miopia, che nel girone di andata i rossoblù qualche prestazione importante e convincente l’avevano mostrata, assieme a qualche partita poco edificante in trasferta e spesso al cospetto delle big. Ma una parvenza di valori era comunque emersa, per chi ha voluto o non voluto carpirla, senza contare infortuni, punti buttati e arbitraggi non perfetti.

LE PAGELLE DI BOLOGNA-TORINO

Ecco allora che la partita contro il Toro (senza Belotti certo, ma il Bfc per quanto è stato senza Verdi?) dimostra in maniera inequivocabile come il Bologna a calcio sappia giocare e che alla fine una crescita di fondo in questa squadra si noti. Ad eccezione di Mirante, Maietta e Dzemaili, contro i granata i rossoblù hanno schierato otto giocatori sotto i 24 anni: una squadra così giovane può in maniera naturale andare incontro a qualche scoppola e l’importante può dunque essere il sostegno dell’ambiente. A forza di criticarli, i ragazzi hanno visto intaccato il fragile monolite dell’autostima, e piano piano la squadra lo sta ricostruendo con desiderio crescente, grazie proprio al sacco di Crotone (calabresi oggi pari a Genova) e alla rimonta a San Siro di martedì. Se il Bologna è quello visto oggi allora il girone di ritorno può davvero diventare affascinante, con sfide difficili e stimolanti in casa, magari con Saputo in tribuna visto che ormai la nomea di porta sfiga può andare a farsi benedire.

I MIGLIORI E I PEGGIORI DELLA SFIDA

Sulle prestazioni dei singoli non c’è invece tanto da dire, la squadra tutta assieme ha giocato e lottato in maniera pregevole, in più la platea ha potuto riabbracciare Simone Verdi che subito ha sfornato due conclusioni delle sue. E’ bello però soffermarsi su chi davvero ha giocato poco ma si è fatto trovare pronto. Krafth è meglio di Torosidis per corsa e attitudine difensiva, Oikonomou si è risvegliato dal suo torpore Pulgar è una diga e questo permette alla difesa di reggere meglio mentre Donsah sta tornando Donsah. Quando si parla di crescita vale anche questo: ritrovare giocatori tanto criticati che possono davvero rappresentare un rinforzo interno in vista del ritorno. Quando si parla di progetto tecnico si tratta di semplicemente di capire che otto under 24 possono essere un investimento per il futuro: e tutto questo al momento vale il decimo posto.

IL COMMENTO DI DONADONI

IL COMMENTO DI MIHAJLOVIC

 

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