Miha va, Miha resta: ma prima c’è una partita da giocare

Miha va, Miha resta: ma prima c’è una partita da giocare

Esplode il dibattito sul futuro del tecnico rossoblù, ma prima di pensare al futuro occorre cementare definitivamente la salvezza

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Ora, che Sinisa Mihajlovic abbia miracolosamente portato il Bologna vicino alla salvezza è un dato di fatto: 20 punti in 12 partite, 4 vittorie consecutive in casa e 5 punti di vantaggio sulla terzultima. Quello che prima sembrava un miraggio ora è lì, ad un passo. Ma quell’ultimo passo deve ancora essere compiuto e l’appuntamento è sabato pomeriggio al Dall’Ara. Una vittoria con l’Empoli chiuderebbe definitivamente i conti, ed è quello che noi tutti ci auspichiamo. Ma appunto, la partita è sabato e deve ancora essere giocata…

Fermo restando che la solidità che possiede in questa fase il Bologna autorizza a pensieri positivi contro chiunque, sarebbe comunque un peccato sollevare le mani dal manubrio prima di aver tagliato il traguardo. Nel calcio non si sa mai, ci può essere un episodio sfavorevole, un colpo di sfortuna, una carambola, insomma qualsiasi cosa possa ribaltare il risultato di una partita. E se per malaugurata sorte dovesse essere ribaltato – non sono Borghese, giuro – il risultato di sabato, di colpo ciò che appariva chiuso si riaprirebbe con un finale di 4 partite al cardiopalma. Tutto questo non per portarci sfiga da soli, non è necessario e non se ne sente il bisogno, ma solo ed esclusivamente per restare concentrati e focalizzati sull’obiettivo fino alla fine. Prima di pensare al futuro, si chiudano i discorsi con autorevolezza evitando di fare i conti senza l’oste.

Certo, da un lato è chiaro il fatto che le società debbano iniziare a programmare il futuro sul finire della stagione precedente, peccato che oggi, 25 aprile, il Bologna non possa ancora farlo con certezza e chiarezza, non sapendo che serie giocherà il prossimo anno. Lo saprà sabato alle ore 17 se avrà compiuto il suo dovere di battere un Empoli ora inferiore come gioco, solidità e concretezza. Ecco perché questa settimana vissuta sul dibattito ‘Miha rimarrà oppure no?’ l’ho trovato a dir poco stucchevole e preventivo, quasi come se la partita di sabato non esistesse o fosse una autentica formalità. Magari lo sarà sul serio e solo io continuo a vederla come la madre di tutte le partite, tuttavia il tempo per programmare quello che sarà lo avremo a disposizione da lunedì se tutto sarà andato per il verso giusto. Che fretta c’è? Infine, un capitolo a parte lo merita Sinisa Mihajlovic. Che stia facendo un miracolo ormai è assodato, ma che il Bfc non possa sopravvivere senza di lui credo non sia vero. Il serbo ha una forte personalità e questo aiuterebbe a migliorare la mentalità di Casteldebole – perderlo dispiacerebbe –  però un Bfc rinnovato negli obiettivi potrebbe sicuramente trovare altri tecnici interessanti. In sintesi, lo riconfermerei a occhi chiusi senza pensarci, ma se dovesse arrivargli una proposta interessante da un club estero e accettare, il Bologna potrebbe comunque trovare un buon allenatore per quello che dovrà essere il nuovo ciclo di rilancio a livello tecnico, abbandonando la lotta salvezza per fissarsi almeno nelle zone limitrofe alla parte sinistra. E già il fatto che il possibile nuovo direttore tecnico Walter Sabatini possa eventualmente portare qui Marco Giampaolo è l’esempio lampante che questa cavalcata serba ha ridato dignità e prestigio al Bologna. Ed è un aspetto fondamentale per convincere, eventualmente, un nuovo allenatore a venire qui. Ovvio, alla base ci deve essere un progetto tecnico serio e ambizioso, e su questo punto spero che il Bfc abbia capito la lezione.

 

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