Miha male

Miha male

Il Bologna trova coraggio e tre punti, nella ripresa grande sofferenza ma la squadra ha cambiato mentalità: ora deve partire la vera rincorsa salvezza

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Ebbene sì, dopo quattro mesi il Bologna torna a vincere, e dopo oltre un anno lo fa in trasferta. Laddove il calendario sembrava togliere ogni speranza, i rossoblù recuperano i punti lasciati per strada con Spal e Frosinone battendo l’Inter, prima giocando bene e poi resistendo come mai avevano fatto prima. La mentalità di Sinisa fa subito capolino.

Pronti via e il Bologna rischia subito il patatrac e lascia presagire che alla fine poco sia cambiato, invece la squadra reagisce immediatamente riversandosi nell’altra metà campo a pressare e attaccare. Handanovic salva due volte e la maledizione del gol sembra fare ancora capolino, invece una zuccata da centravanti vero di Santander – il pippone e il grasso – regala gioie inaspettate per chi non vinceva da un’era geologica. Il Bologna nel primo tempo è stato un’altra cosa rispetto a ciò che fino a qui si era visto e solo quando ha regalato due palloni sulla trequarti ha permesso all’Inter di rendersi pericolosa. Il coraggio di Miha ‘baricentro alto e pressing‘ ha premiato. Nella ripresa, invece, le gambe si sono fatte pesanti – il tecnico ha caricato dal punto di vista fisico – e i nerazzurri hanno preso il sopravvento. Brividi con l’infortunio di Lyanco – ottimo esordio – e l’ingresso di Gonzalez, ma il Bologna è riuscito con i denti a resistere laddove spesso capitolava. Oggi anche un pizzico di buona sorte con qualche palla interessante sprecata dagli uomini di Spalletti nelle zone calde della porta, ma evidentemente essere più coraggiosi ha fatto girare anche gli aspetti meno razionali e prevedibili.

I tre punti racimolati a San Siro gettano nel panico chi sta davanti ai rossoblù, squadre che pensavano di aver scavato un margine rassicurante e che invece vedono ridimensionarsi i pareggi contro Fiorentina e Chievo. Peccato anche che la Spal sia scappata con il successo di Parma, ma non si può avere tutto e per il momento è bello vedere che la squadra non è ancora retrocessa. Si sa, il cambio allenatore spesso porta a uno sprint immediato e iniziale, nuovi concetti, nuova carica, nuova fiducia, nuova mentalità, aspetti che magari col tempo verranno mitigati, e l’unico modo ora per dare un senso al successo odierno è continuare in questo solco. Battere il ferro fino a che è caldo in modo tale da riuscire ad affrontare nuovi periodi di difficoltà con maturità diversa. Ma la vera e tangibile sensazione è che oggi il Bologna abbia un allenatore in grado di salvare la squadra, cosa che l’inesperto Inzaghi probabilmente non era ancora pronto a fare. Stupefacente anche ammirare la rivalutazione di alcuni elementi come Mbaye e Gonzalez – ottimo rientro al posto di Lyanco – la nuova posizione di Soriano in veste di trequarti e la definitiva riscoperta di Dijks terzino. Non solo, Mihajlovic non ha ancora potuto avere Sansone, un altro che di qualità ne ha. Insomma, oggi il Bologna esce rinfrancato da San Siro, ma per non rovinare tutto serve proseguire così domenica prossima contro il Genoa. Come si dice in questi casi, non è stato fatto ancora nulla, però oggi si può dire: Miha male…

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