Mercato difficile, ma non tutte le ciambelle…

Mercato difficile, ma non tutte le ciambelle…

Bene Sansone e Soriano, poi difficoltà nella seconda parte: arrivano Lyanco ed Edera, non Spinazzola, Caceres e Tonelli

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Oggi il vero problema per il Bologna è la sovrabbondanza. Ci sono 30 giocatori, il che banalmente crea difficoltà ad ogni seduta di allenamento quando per la partitella Mihajlovic ne schiererà 22 e 8 rimarranno fuori. In uscita è stato fatto poco o nulla, se non De Maio all’Udinese, sul resto il tecnico ha deciso di tenersi Mbaye mentre il Cagliari ha mollato la pista Mattiello così come diversi club hanno mollato quella Falcinelli. Insomma, quando si dice che a volte è prima necessario cedere non si cerca di portare nessuno fuori strada.

Ma veniamo al mercato in entrata. Bene, benissimo, l’arrivo iniziale di Sansone e Soriano, due innesti che sembravano propedeutici ad altri di cabotaggio simile. Ora si potrà disquisire sul lavoro di Tullio Tinti, procuratore di Inzaghi, e sul fatto che il tecnico sia stato confermato dal Bologna fino a che non diventasse inevitabile silurarlo. Della serie, rumors di portico: è stato tenuto per far arrivare Sansone e Soriano. Poco importa ora, perché da un lato il passato non si può cambiare e dall’altro i due ex Villareal sono acquisti importanti per la lotta salvezza. Poi, sono invece emerse difficoltà nella seconda parte di mercato: Spinazzola non ha voluto muoversi da Torino e la Juve non lo ha spinto qui, Caceres ha ricevuto una offerta superiore a quello che era il suo ingaggio alla Lazio ma ha aspettato dieci giorni, e alla fine ha accettato la Juve. Parole di Lippi: “Avevamo offerte più lunghe sul piatto, ma quando chiama la Juve…”. Poi Tonelli: il Bologna ha cercato di prenderlo ma la Samp non lo ha mollato. Il succo del discorso è che sicuramente la dirigenza del Bologna non ha lavorato su piani b interessanti, ma anche che il mercato del calcio stritola chi è in difficoltà. Chi ha disponibilità economica ed è terzultimo si deve arrangiare, condizioni di favore non ne troverà. Non è una assoluzione alla dirigenza, anzi, la colpa principale risiede nell’esserci infilati da soli in questa situazione, però il mercato di gennaio quasi mai è fatto di equazioni esatte: faccio quello e in automatico succederà quell’altro. Ci sono mille fattori, a partire da qualche giocatore che di andare in una squadra terzultima non ne ha voglia, passando per qualcuno che ti chiederà soldi fitti di ingaggio – salvo poi aspettare e andare altrove – chiudendo con qualche club che giustamente ragiona sul ‘mors tua vita mea‘. Gennaio è talmente difficile che in tanti ti prendono alla gola, l’esempio è l’arrivo di Edera e Lyanco in cui il Bologna ha dovuto sacrificare il giovane Portanova. Detto questo, da Torino mi segnalano la bontà dell’arrivo del difensore, giocatore considerato forte ma che ha bisogno di giocare: solo il campo, ora, ci dirà se ciò che è stato fatto a gennaio sarà sufficiente per salvarsi. Di sicuro, l’acquisto più importante appare il tecnico, ovvero quel Mihajlovic chiamato a salvare la squadra che lo lanciò come capo allenatore dieci anni fa. In mezzo a questo c’è Saputo, che aveva promesso di tutto per salvare la squadra ma evidentemente oggi la sua dirigenza più di tanto non è in grado di fare. Ora il girone di ritorno in cui l’allenatore sarà chiamato a rivalutare qualche pedina, dare organizzazione alla squadra e sfruttare al meglio i nuovi acquisti. Tre fattori fondamentali per raggiungere ciò che ora vediamo lontanissimo ma che lontano – classifica alla mano – poi non è.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy