Maietta e Verdi: due facce diverse della stessa medaglia (e il futuro quale sarà?)

Maietta e Verdi: due facce diverse della stessa medaglia (e il futuro quale sarà?)

Mimmo attacca ‘volevo restare ma qualcuno mi ha ceduto’, Saputo a dicembre disse ‘su Verdi decide Bigon’: nel mondo del calcio sono i direttori sportivi a fare mercato

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Incontreremo di nuovo Mimmo Maietta in Serie A il prossimo anno, noi da Bologna, lui da Empoli. Un leader, una grande persona prima che un grande giocatore. Stima immutata verso di lui. Ma nell’intervista a Repubblica Mimmo ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa, lasciando intendere che la sua cessione fu una decisione del duo Bigon-Di Vaio. Voleva restare, Mimmo, dello stesso pensiero anche Fenucci e Donadoni, con Saputo in prima persona a ringraziarlo di quanto fatto. Il difensore non ha citato solo due persone, coloro che probabilmente ne hanno decretato la cessione.

Subito si sono levati gli scudi attorno a Maietta e gli strali verso Ds e Club Manager, ma davvero è tutto così sconvolgente? Detto che il sottoscritto avrebbe tenuto Maietta e che tuttora lo preferisce a De Maio, risulta difficile pensare che in un club non sia il direttore sportivo a prendere certe decisioni. Sono loro i responsabili dell’area tecnica, loro a fare il mercato, loro a decidere se vale la pena cedere o non cedere qualcuno. Ci sta, dunque, che sia stato Bigon a prendere una decisione difficile come questa. Certo, Mimmo forse meritava il biennale che probabilmente aveva richiesto, forse meritava di essere trattato più con i guanti di velluto, ma questo è un altro discorso. Resta invece la realtà dei fatti: cioè che sono i Ds valutare pro e contro di una operazione di mercato, gli Ad ad avallarla economicamente. Per questo non poteva risultare strana nemmeno la frase di Joey Saputo su Simone Verdi a dicembre 2017 ‘il suo dossier è sulla scrivania di Bigon, deciderà lui’, disse il presidente. In sintesi, Saputo ha lasciato carta bianca al Ds ‘noi economicamente non abbiamo bisogno di cedere e non abbiamo l’acqua alla gola, valuta tu se è opportuno farlo o no’ potrebbe essere stata la strategia. Ovvio, alla fine su Verdi stesso a decidere di restare, ma la sua ipotetica cessione non arrivò da un diktat di Saputo per incassare disperatamente dei denari.

Il vero nodo, invece, è un altro. In primo luogo trapela una importanza latente del pensiero di Marco Di Vaio. Risulta come Club Manager, ma è anche uno scout al servizio di Bigon e più probabilmente un vice-Ds. Di Vaio ha una voce in capitolo importante nelle sorti del Bologna, forse pure sul destino del tecnico che attualmente siede in panchina. Che sia lui il primo dirigente che ascolta Saputo? In secondo luogo comincia ad affiorare una certa divergenza di vedute tra Donadoni stesso e Bigon. Con la permanenza del primo si parla di una nuova rivoluzione tecnica, con 10 o passa giocatori di nuovo da cambiare, mentre il Ds poco tempo fa ha parlato semplicemente di 3 puntelli. Poi le parole di Maietta, che di fatto svelano come Donadoni volesse che Mimmo restasse mentre evidentemente qualche dirigente no. E se ci sono divergenze, con quale sintonia Bigon e Donadoni potranno lavorare assieme sul mercato la prossima estate? Facciamo qualche esempio. Il mediano Cataldi, che il Bologna segue da tempo, piace di più a Donadoni o a De Zerbi? Il tecnico del Benevento è l’allenatore che Bigon avrebbe contattato per la panchina in caso di sostituzione…Insomma, il futuro tecnico del Bologna potrebbe dipendere da tutto questo: cambiare strategia e tecnico e mettere 3 puntelli, o andare avanti con Donadoni e cambiare quasi mezza squadra? Cosa deciderà Saputo (o Di Vaio)?

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy