Le partite inutili passano, come un raffreddore

Le partite inutili passano, come un raffreddore

Partita scontata allo Stadium, il dente è stato tolto: ora testa all’Udinese

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Difficile commentare e analizzare una non partita. Infatti forse è meglio non farlo.

Il match contro la Juve allo Stadium in questa stagione è arrivato subito e ce lo siamo tolti di mezzo, è la vera cosa positiva che ci si porta dietro in questo mercoledì infrasettimanale. Insomma, si farebbe volentieri a meno di partite del genere, tra una squadra che in Italia è fuori categoria e una che è costretta a schierare i piani B e C. Tempo sedici minuti ed è tutto finito, rapido e indolore come il Pic. Niente di grave insomma, non c’erano grosse aspettative e quindi non ci sono state grosse delusioni.I match a Torino, da qualche anno a questa parte, sono come il raffreddore: roba inutile, poco dannosa e che passa. Tolto il dente e lo scotto – a Torino nessuna delle nostre rivali farà punti presumibilmente – è tempo di guardare effettivamente a ciò che possiamo controllare di più, ovvero il match con l’Udinese.

Quella per il Bologna è la partita Scudetto, un match importante e da non fallire in nessun modo. E se l’Allianz Stadium doveva essere la sosta all’Autogrill durante un lungo viaggio, amen. Onestamente, anche se è brutto da sottolineare per una squadra dal blasone elevato come il Bologna, se c’era un match in cui potevano capitare infortuni e defezioni varie era questo. Se l’inutile match di Torino doveva diventare un allenamento agonistico per i bianconeri, consentendo ai rossoblù di recuperare le assenze, allora si può pagare lo scotto. Non è scansarsi, ma essere oggettivamente inferiori per qualità e rotazioni, di conseguenza essere schiacciati dalla potenza altrui. Basti pensare a Paz in campo dopo un lungo infortunio, Krejci adattato mezzala, Nagy sovrastato dalla fisicità di Matuidi e Destro ingabbiato dall’arcigna difesa avversaria: non c’erano evidenti punti di forza per il Bologna incerottato di Inzaghi. E’ la disparità del calcio italiano a portare tutto ciò: non aver sempre le armi per combattere. Non resta altro che l’Udinese, una partita non facile ma sicuramente più alla nostra portata di questa. Sperando nei rientri di chi, contro la Roma, ha fatto la differenza. Torino è andata, ora sotto con tutto il resto.

ps: restano comunque il pestone di Pjanic e il gomito di Benatia, pazienza…

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