Le ambizioni di Donadoni combaciano con quelle del Bologna?

Le ambizioni di Donadoni combaciano con quelle del Bologna?

L’allenatore rossoblù, rimasto a Bologna nonostante le sirene azzurre, potrebbe avere una visione diversa rispetto alla proprietà. Parlò di decimo posto…e Dzemaili se ne andrà agli Impact

Chissà se Donadoni e Saputo viaggiano sul serio sulla stessa lunghezza d’onda. Chissà se il tecnico si aspettava un processo di crescita più veloce e snello rispetto a quello che ora prospetta il club. La sensazione che staff tecnico e dirigenza abbiano una visione diversa c’è tutta: il mister qualche mese fa parlò di obiettivo decimo posto, la dirigenza ha sempre puntato sul ‘punto in più rispetto alla passata stagione’. Ma fin qua poco male, nel senso che la distanza non è così notevole tra quattordicesimo e decimo posto, possono ballare anche solo 4-5 punti, mentre sull’ambizione vera e propria qualcosa stride. Donadoni più volte ha ribadito il fatto che vede nel Bologna il suo potenziale top club, ma forse non ha fatto i conti con un calcio italiano che limita la crescita delle società più piccole e che spesso affossa progetti ambiziosi e ben studiati. Poi c’è il Bologna, che almeno fino al 2018 – data in cui dovrebbero partire i lavori del Dall’Ara – non potrà elevare più di tanto il suo status.

E allora chiediamoci se Donadoni non avesse immaginato un percorso simil-Sassuolo: salvezza primo anno, consolidamento il secondo ed Europa il terzo. Chiediamoci cosa si siano detti Saputo e Donadoni nel momento in cui l’esonero di Delio Rossi è diventato inevitabile e bisognava convincere un allenatore disoccupato e scioccato dalla vicenda Parma a venire a Bologna. Chiediamoci, inoltre, cosa le parti si siano dette in estate quando la Federazione aveva scelto Donadoni per il ruolo di Ct, offerta declinata dal mister. Il progetto globale del Bologna prosegue, ma è lecito chiedersi se le tempistiche combacino con quelle immaginate da Donadoni. Poi ci sono i Montreal Impact, che alcuni vedono come l’unica società a cui Saputo tiene realmente; il Bologna è la succursale. A questa conclusione si giunge dopo le parole del chairman l’altro giorno in Canada, il sunto è: vogliamo portare gli Impact al successo in Mls in quattro anni, il giocatore bandiera della squadra sarà Dzemaili. Donadoni, invece, lo svizzero non vorrebbe perderlo e spera di poterlo allenare anche il prossimo anno. Dopo le inopportune parole di Bigon sullo champagne, un clamoroso errore di comunicazione tra presidente e allenatore. Proprio ora che la squadra sta andando male, ma può comunque risalire, dovrebbe essere la società a mostrare compattezza e unità. Per il momento non è così…

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