L’accelerata di Donadoni, ecco perché non si deve temere la retrocessione

L’accelerata di Donadoni, ecco perché non si deve temere la retrocessione

L’allenatore rossoblù, vero valore aggiunto della squadra, ha nel periodo invernale il punto forte della sua stagione. Da novembre a gennaio Donadoni accelera.

Bologna sedicesimo in classifica, terrore generale in città. Certo, dopo l’avvio convincente probabilmente ci si aspettava un altro tipo di posizione – quella attuale è sotto il limite fissato dalla proprietà di far meglio della passata stagione – ma occorre anche gettare uno sguardo razionale alla realtà. In primo luogo, i rossoblù hanno sei punti di vantaggio sulla zona retrocessione, nonostante un calendario duro, tanti infortuni e diversi errori arbitrali, un aspetto che in un certo senso dovrebbe tranquillizzare. Se si considerano tutti i problemi di varia natura affrontati dal Bologna nell’ultimo mese, avere ancora ampio margine sulle ultime non può che essere un aspetto positivo e non negativo. Guardiamo sempre con troppo ottimismo al bicchiere mezzo pieno? No, analizziamo quello che è successo, e un Bologna monco più di tanto non poteva fare.

Punto secondo: considerando errori arbitrali o dabbenaggini difensive, i rossoblù potrebbero essere tranquillamente a quota 18 o 19, esattamente dove è collocata la tanto apprezzata Atalanta. Con una differenza: sugli errori difensivi si può recitare mea culpa, su quelli arbitrali no. E tra rigori non dati (Inter, se viene concesso quello su Kalinic c’è anche quello su Destro a San Siro, Genoa, Sassuolo e Verona per un totale di 4), fischiate dubbie, espulsioni mancate e penalty contro inesistenti, il Bologna può comunque lamentare un bottino di punti in meno rispetto a quello che possiede. E questo indipendentemente dai suoi errori, forse ad eccezion fatta per Roma in cui il peccato capitale è prima rossoblù che dell’arbitro. Il risultato è stato un mese pieno di errori, ma anche di sfortuna, tanta sfortuna e nonostante tutto gli uomini di Donadoni sono a soli TRE PUNTI dal settimo posto.

Ora rimane solo Roma a concludere il ciclo duro, il rischio di una sconfitta ovviamente c’è ma dietro potrebbero non recuperare. Pescara ed Empoli si affrontato all’Adriatico, mentre il Palermo affronta il Milan. Insomma, uscire dalla parte più dura del calendario con la possibilità di avere ancora un cuscinetto sulla zona calda è un dato che stimola a dormire sonni tranquilli. E da novembre in poi arriva invece il ciclo più dolce, con 5 scontri diretti fondamentali per dare una svolta stagione, che fortunatamente coincide con il periodo di campionato più propizio per Donadoni. Infatti, il mister rossoblù ha nei mesi di novembre, dicembre e gennaio la sua bibita energetica. Lo dicono le statistiche: ad agosto, settembre e ottobre Donadoni viaggia con una media 1,22 punti a partita (ora siamo in linea con 1,18), ma da novembre in poi le medie si alzano. Nel mese entrante Donadoni in carriera viaggia a 1,47 punti di media a partita, a dicembre rimane stabile a 1,40 mentre a gennaio accelera ulteriormente andando a 1,70. In questi tre mesi in media conquista 1,51 punti a gara. Guarda caso tra novembre e dicembre arrivano i nostri scontri diretti e con queste medie si risalirebbe tranquillamente nella parte sinistra, chiudendo il girone di andata con 24 o 25 punti e una proiezione interessante di 50 punti a fine campionato. Io non sarei così preoccupato.

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