La sottile linea dell’ignoranza. #TutticonAdam

La sottile linea dell’ignoranza. #TutticonAdam

di Rosanna D’Atri

Ci risiamo, per l’ennesima volta dobbiamo affrontare la questione razzismo. Sono qui, seduta alla mia scrivania con il foglio bianco che attende solo che io scriva tutti gli insulti che mi passano per la testa. Lo so, non posso farlo, non sarebbe pubblicato ma è così forte la tentazione di scendere allo stesso livello di chi ha scritto quel commento idiota su Masina che per la centesima volta scrivo e cancello i miei pensieri. Non so esattamente come iniziare quest’articolo, faccio una lettera aperta stile Piraino? No, perché tutta quest’attenzione, la “persona” che ha scritto quel commento idiota su Masina, non la merita. Ciò che posso fare, utilizzando le parole al meglio delle mie ridotte capacità odierne, è rivolgermi a tutti noi chiedendoci cosa abbiamo intenzione di fare domenica per far capire a Masina che Bologna, razzista non è.

 

Ho deciso, è una lettera aperta a noi tifosi. Ai tifosi che fino a qualche settimana fa avrebbero messo la firma per avere un prodotto del BFC capitano, a quei tifosi che la domenica rimbrottano i vicini di seggiolone quando scappa l’insulto razzista all’avversario, a quei tifosi che non superano la sottile linea tra passione e ignoranza.

 

Lo sguardo di tutti noi, ogni qualvolta c’è una competizione internazionale, è catturato da quelle belle parole che ogni giocatore “di livello” sussurra in video. Tutti indignati e pronti a sostenere il #NOTORACISM per far cosa, bella figura con chi è accanto a noi in quel preciso momento? Non so, forse ci crediamo davvero in quello slogan ma poi, quando sento i vari “BOO” che in ogni stadio risuonano, mi faccio un po’ schifo da sola e mi riprometto di non mettervi mai più piede. Non è realistico, amo questo sport ed ho imparato ad amare questi colori ma l’accezione negativa alla parola “colore” che usano quelli che scrivono idiozie sul web o utilizzano una melodia che si diffonde e arriva anche alle orecchie di chi indossa il rossoblù, proprio non la comprendo.

 

Comprendo, invece, le critiche per un errore compiuto durante un’azione da un giocatore che non sta passando un bel momento di forma così come comprendo la delusione del tifoso che ha visto sfumare la possibilità di fare il colpaccio. Eh va beh, rientra tutto nell’ottica della linea verde, anche se l’errore l’hanno commesso quelli che verdi non sono più così tanto.

Quindi, tifosi, che vogliamo fare domenica? Giochi o non giochi, Masina ha bisogno di sapere che la città che lo ha accolto e cresciuto è sempre lì per lui, soprattutto quando uno sfottò a sfondo razzista aleggia a mezz’aria.

 

 

 

2 commenti

2 commenti

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  1. Rosanna D'Atri - 2 mesi fa

    Gentilissima,

    la ringrazio per le parole d’apprezzamento nei confronti del contenuto dell’articolo.
    In merito alla sua domanda: vivo a Bologna da oltre 15 anni ma sono nata e cresciuta in Calabria quindi sì, il mio pensiero vale anche per gli insulti territoriali.
    Ho scelto di vivere in questa meravigliosa città innamorandomi di questi colori ed essendo ottimista per natura, confido nell’intelligenza umana pur sapendo che la realtà in cui viviamo non è coesa.
    Nella speranza di aver dato una risposta intellettualmente onesta, le auguro buona giornata.

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  2. RossaRossoBlù - 2 mesi fa

    Sottoscrivo ogni parola, tuttavia volevo chiederle una cosa: “Tutto questo, vale anche per quel “lavali col fuoco” che, ad ogni partita contro il Napoli, mi fa venir voglia di scavare una fossa e sotterrarmi dalla vergogna per essere bolognese e tifosa del Bologna?
    Spero che questo commento non venga cancellato e, se possibile, di ricevere risposte intellettualmente oneste.

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