La maturità che prima non c’era

La maturità che prima non c’era

I rossoblù tornano con un punto da Firenze e attendono domani l’Empoli a Bergamo: è un pareggio di solidità e maturità

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Il processo di apprendistato del Bologna procede bene. Da Udinese-Bologna 2-1 a Fiorentina-Bologna 0-0 c’è tutta la differenza di mentalità dei rossoblù: al Friuli ancora in preda alla paura del passato, al Franchi con una maturità e concretezza basilari per la salvezza. Allora il Bologna fu incapace di pareggiare una partita già pareggiata, oggi è riuscito a prendere un punto – se si vuole bruttino – ma di enorme funzionalità. Oggi la squadra di Mihajlovic non è riuscita a esprimere il suo calcio, ma invece che perdere la testa è stata capace di unirsi e compattarsi portando comunque a casa un risultato positivo. Non è poco per una squadra che sembrava incapace di gestire un risultato che fosse uno.

E’ mancato tanto del Bfc recente in fase di possesso, la conferma che per noi il Franchi rimane un campo ostico, eppure la voglia e la determinazione di salvarsi sono state sufficienti a fermare una Fiorentina per certi versi rinnovata e oggi probabilmente migliore ai punti. Non solo, se nel finale Orsolini avesse saputo sfruttare un erroraccio di Lafont forse oggi si proclamerebbe un po’ di salvezza. Alla fine, però, si può essere soddisfatti del risultato, oggi arrivato più con la testa che col gioco, una componente egualmente importante nel calcio. Limitato Palacio, Sansone e Orsolini non sono riusciti a offrire quelle giocate di qualità che di solito sono in grado di mostrare, mentre in mezzo la diga Poli-Pulgar fermava chiunque passasse di lì, costringendo Montella ad andare per le fasce con tanto di spostamento di Chiesa a sinistra nella ripresa per evitargli la morsa Dijks. Nel finale il Bologna obiettivamente ha sofferto ma ha saputo farlo, ritornando con 31 punti in classifica che con due gare consecutive in casa possono essere buon fieno in cascina. Sul resto non c’è tanto da dire, un pizzico di fortuna sul palo di Muriel, altrettanta sul presunto rigore richiesto dal colombiano, che obiettivamente non c’è ma magari un arbitro poco attento avrebbe potuto fischiare. Dall’altra parte è stato giudicato simile il contatto Pezzella-Palacio, anche se obiettivamente si registrano differenze che Giacomelli e Mariani – al Var – non hanno colto. Sei rigori in sei partite sarebbero stati da neve ad agosto…

Ora il futuro, c’è la Samp senza Dijks e Santander – ammoniti oggi e in diffida – con la sensazione che il paraguiano sia entrato con l’intenzione di beccarsi un giallo per esserci nel big match con l’Empoli, ma pesa di più l’assenza dell’olandese che a sinistra non ha una vera alternativa. Ci penserà Mihajlovic che oggi giustamente è stato contento solo del risultato e di poco altro, ma meglio non essere stati brillanti a Firenze che nelle prossime due partite, forse fondamentali per la salvezza. Il punto al Franchi è buona cosa, ora viene il bello.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy