La buffa Bologna

La buffa Bologna

Termina l’era Donadoni dopo quasi tre anni, ma su Inzaghi piovono già i primi dubbi: la pazienza va a corrente alternata

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Cambio di guida tecnica in casa Bologna, il ritorno di Saputo ha provocato l’esonero di Roberto Donadoni dopo quasi tre anni di lavoro. Tre salvezze tranquille e poco altro, numeri e statistiche sono già state sviscerate, crescita e decrescita della squadra idem: da aggiungere non c’è altro. Di Donadoni in questi anni si è detto tutto e il contrario di tutto, un ambiente ormai diviso tra i suoi critici e i suoi difensori (per attaccare altro) che da ora in avanti probabilmente si dividerà tra ‘inzaghiani’ e non. Sì, pare Superpippo dalle indiscrezioni il prescelto per la panca rossoblù, e paradossalmente è una scelta che non stravolge del tutto i piani.

Il Venezia è una squadra non spettacolare, ma che produce un calcio funzionale. C’è una idea nel calcio di Inzaghi che in parte ricalca quella di Donadoni – cioè difesa e ripartenza, non in maniera così spiccata – ma con una grande differenza di fondo: la motivazione. Inzaghi può portare qui il suo entusiasmo, la sua voglia di cimentarsi a Bologna, una piazza vista con desiderio e non come un transito momentaneo per chi ha avuto sempre lo scopo di allenare una big. Era necessaria una scossa, indipendentemente dai giocatori presenti nella rosa del Bologna, per rivitalizzare un ambiente depresso e che non si sarebbe risollevato con Donadoni. Ovvio, anche Inzaghi punterà a qualcosa di importante nel futuro della sua carriera, ma ora arriverà qui vedendo il Bologna come un punto di arrivo concreto in Serie A. Ha avuto una precedente esperienza al Milan, però in un ambiente ormai allo sbando e in generale è stato bravo a rivitalizzarsi dal basso con due anni di ‘gavetta’ in C e in B. Questa sarà la sua grande occasione.

Pronti via e già le opinioni si sono scatenate. ‘E’ una scommessa’, ‘è un azzardo’, ‘non ha esperienza in A’, insomma Superpippo è stato bocciato in partenza, ancora prima dell’ufficializzazione. Il problema di fondo è che attualmente Inzaghi è a zero partite sulla panca del Bologna e già sono partiti i giudizi trancianti, mentre il suo predecessore è stato difeso fino all’ultimo e dopo 108 match. Questo denota un chiaro segnale, cioè che i difensori strenui di Donadoni – a cui rivolgo un grande in bocca al lupo per il futuro – saranno i primi a scagliarsi sul nuovo tecnico dopo una manciata di partite. Pazienza a corrente alternata. Ma prima di tutto questo, rimarranno le critiche al Bologna proprietà: perché gli oracoli sentenziano che il prossimo anno si patiranno le pene dell’inferno. Insomma, destinati ad una brutta stagione, come se quelle precedenti fossero state belle…In sintesi, prima ancora di giocare, e solo perché sarà ceduto Verdi ed è stato silurato Donadoni, il Bologna cadrà con ignominia. E se invece scoprissimo il contrario?

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