La bresaola e la fame di Pippo Inzaghi

La bresaola e la fame di Pippo Inzaghi

Orgoglio, entusiasmo e tanta fame: Pippo Inzaghi prova a conquistare Bologna

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Pippo Inzaghi mangerà tanta bresaola, ma ha una fame che divorerebbe mezza Bologna. E’ questo il vento del cambiamento che trapela nella sala stampa dello stadio Renato Dall’Ara: un allenatore affamato e orgoglioso di vestire la maglia rossoblù.

Marcata una netta differenza mediatica rispetto al predecessore, Inzaghi si è presentato con i giusti crismi di chi, arrivando al Bologna, ha trovato un primo importantissimo punto di arrivo. ‘L’occasione di una vita‘, le prime parole di Inzaghi che evidentemente ha percepito di essere di fronte a una entità tanto storica quanto blasonata, a colori da rilanciare e rinverdire, a un ambiente da ricompattare e conquistare: l’approccio di Superpippo è stato da enciclopedia. Trasferire entusiasmo, voglia di cominciare, orgoglio di far parte di una società importante e che merita rispetto e considerazione, non pietà o trascuratezza. ‘Bologna è qualcosa di magico, una possibilità che desideravo e cercavo‘, un’altra frase eloquente del neo allenatore che ha voluto porre al centro non se stesso ma il club, la piazza, la maglia. Non è lui a fare un piacere al Bologna allenandolo, ma il contrario. E se solo Pippo riuscirà a trasferire una parte del suo entusiasmo alla squadra tutti avremo fatto tredici.

Come dicevo al Milan: qui non ci sono alibi e c’è tutto per lavorare bene‘, il messaggio chiaro e inequivocabile rivolto ai giocatori i quali, come Pippo, dovranno avere la voglia e il desiderio di vestire la maglia rossoblù. Il neo tecnico è un lavoratore instancabile, trascinato dalla sua passione calcistica che lo porta a divorare partite su partite e ad analizzare scrupolosamente il suo lavoro alla ricerca di tutti gli aspetti da migliorare. Come Pippo pretende tanto da se stesso, pretenderà tanto dai suoi ragazzi: ‘Sono abituato ad arrivare alle 9 del mattino e uscire dalle 9 di sera, perché se io chiedo ai giocatori sacrifici loro dovranno vedere che anche io mi do da fare‘. Della serie: è meglio dare il buon esempio. Ma più di ogni altra cosa, quello che mi è piaciuto di Superpippo è la ferrea convinzione di poter fare bene in primis con il materiale a disposizione. ‘La base è buona, i nostri giovani hanno qualità e non vanno ammazzati dopo due partite. Se sono qui è perché evidentemente la rosa ha reso sotto le aspettative‘. Insomma, a livello mediatico è quello che speravo di sentirmi dire, ovvero un allenatore in grado di riporre Bologna dove merita e ridarle il giusto rispetto anche a livello nazionale. In bocca al lupo Pippo!

ps: a livello societario sono due i passaggi chiave. Fenucci ha chiaramente ribadito che i soldi di Verdi saranno reinvestiti perché il proprietario non ha richiesto un rientro degli investimenti intrapresi. A questo si collega il fatto che il direttore sportivo Riccardo Bigon ha affermato testualmente quanto segue: ‘La priorità sul mercato sarà l’arrivo di qualche titolare per migliorare la rosa‘. In tema restyling, invece, il progetto è pronto ma si attende che Ece trovi l’accordo con gli altri partners sulla cittadella della moda. Nel frattempo, anche nelle curve saranno cambiati i seggiolini per Italia-Polonia di settembre e per gli Europei Under 21. Insomma, non c’è traccia di una dismissione di Saputo nel Bologna…

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