Io non sono cattiva, è che mi disegnano così

Io non sono cattiva, è che mi disegnano così

Intervista in esclusiva alla nuova maglia del Bfc

Commenta per primo!

State forse parlando di me? Mi sa di si, è da ieri alle 11.00 che mi fischiano le orecchie! Me ne state dicendo dietro di tutti i colori: brutta, antiestetica, malfatta, abominevole, disgustosa, orribile, stomachevole, terrificante. Ho il colletto, faccio schifo. Ho i bordini bianchi, sono orrenda. Lo scollo a V, ero meglio girocollo. Body fit, con la pancetta non mi metteranno mai. Per fortuna che qualcuno mi tira su di morale, anche se a dir la verità davvero pochi. Gradevole, carina, graziosa, armoniosa, benfatta, innovativa. Ho il colletto, sono stilosa. Ho i bordini bianchi, faccio risaltare il rossoblù. Lo scollo a V, sono perfetta, il girocollo non va dal 1986. Body fit, ottimo, sugli addominali scolpiti sto che è un incanto.

Regaz, da quando mi cambiano tutti gli anni, puntuale come le tasse, alla presentazione scoppia un casino. «Io non sono cattiva, è che mi disegnano così», del resto se vogliono vendermi non possono ripropormi sempre uguale. Maledetto marketing, maledetto calcio moderno. Non immaginate neppure quanto rimpiango i tempi in cui restavo sempre uguale a me stessa, anno dopo anno. Non venivo scambiata, lanciata ai tifosi, tolta dopo un goal. Ero sempre io. Adesso mi tocca andare dall’analista, ho problemi di doppia, tripla e, a volte, quadrupla personalità. Che vita di merda!

Come se non bastasse, quest’anno mi hanno pure cambiato lo stemma che avevo cucito sul cuore dal 1988. Quello che c’è di più caro a tutti i tifosi rossoblù. Dicono di averlo reso più leggibile, semplificato, più vendibile. Apriti cielo! E’ scoppiato il finimondo, una rivolta popolare. Dai ragazzi, hanno sicuramente sbagliato. O forse è stata la scelta giusta. Chissà, magari hanno trovato il giusto connubio tra tradizione, storia, innovazione e fashion design. Pensate a quelli che invece del loro simbolo si sono ritrovati una «J». Bello schifo! Non che prima fosse molto meglio…

Portate pazienza, in fin dei conti è chi mi indossa che fa davvero la differenza. Vi ricordate com’ero nel 1997/98? Larga, colore rosso acceso e un blu con l’irrimediabile tendenza all’azzurro. Solo che mi indossava un certo Roberto Baggio e abbiamo goduto come dei matti. L’anno successivo non ero molto meglio, ma le soddisfazioni non sono mancate. Il top del flop però l’ho raggiunto nell’estate del 2000 dopo il restyling della Umbro: sembravo la maglia del Cagliari centrifugata senza acchiappacolore con quella del Catania. Non potete neppure immaginare la vergogna che provavo tutte le volte che scendevo in campo.

Alla fin fine, anche quest’anno, sono «solo» una maglia con quattro bande verticali rossoblù in stampa sublimatica. Ho gli inserti in micromesh per aumentare traspirabilità e leggerezza e il collo a V con vela in maglieria, così come i bordi delle maniche. E’ vero, verissimo, mi hanno cucito sul cuore un logo bicolor diverso dal solito, ma non fate troppo i puristi. Non credo abbiano cancellato il nostro passato, leso la nostra storia cambiando qualcosa. A calpestare la gloriosa storia del Bologna f.c. ci hanno pensato altri, devo fare nomi e cognomi? Io c’ero, ci sono e ci sarò sempre, magari solo un po’ diversa.

Un caro saluto e ricordate che vi voglio bene. Vogliatemene anche voi.

Sempre vostra, «La maglia del Bologna»

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy