Insieme di alibi

Insieme di alibi

di Rosanna D’Atri

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Prontooooooooo…In  quanti modi devono dircelo che Destro è più un peso che una risorsa al momento? No perché ci ostiniamo ancora a non comprendere questa cosa e le fazioni anti Donadoni insistono e prendono la palla al balzo per chiedere sempre la solita testa da mozzare. Da questa impasse non ne usciremo mai, uno scarica barile costante tra chi dice che la mediocrità di entrambi la fa da padrone e chi condanna la non presa di posizione verso l’uno o verso l’altro. Ho addirittura letto insulti a Di Vaio perché fa male il suo lavoro da dirigente altrimenti Destro sarebbe in campo e perdonatemi, non vedo la connessione logica ma solo un insieme di alibi.

Ho sempre difeso il libero pensiero e le manifestazioni di dissenso – civile – dei tifosi ma inizio a dubitare della mia sanità mentale perché, o sono io che non capisco più dove è il limite o essere così fermi sulle proprie posizioni è diventato l’unico modo per mettere un po’ di verve alla conversazione costante che ruota attorno a questo giocatore e al mister. A me non piace, questo è un fatto, ma lo è altrettanto il non imporre un criterio assoluto di giudizio sulla sua utilità in questa squadra perché al netto della mia personalissima opinione, è anche vero che nessuno si strappa i capelli per metterlo nella condizione migliore per essere vagamente incisivo. Ed è qui che sta il punto: quanto bisogna aspettare che un calciatore mostri quella personalità che serve a superare limiti tecnici propri e altrui? Tutti noi abbiamo visto giocatori “normali” contribuire alla causa pur non essendo delle cime ma ogni volta che si parla delle prestazioni di Destro in partita o del suo rendimento in allenamento, ci sono 3 passi avanti e 20 indietro e il gol in amichevole con il Santarcangelo con la fascia da capitano non è un passo in nessuna direzione. Che cosa vi aspettate da lui ogni volta che è in campo? Che cosa pensate debbano fare un allenatore, chiunque esso sia, e i dirigenti ogni volta che un giocatore rende meno della metà di quello che dovrebbe/potrebbe? Li mandiamo tutti a lezione dal mental coach di Bonucci sperando che a Casteledebole qualche equilibrio si sposti veramente, oppure tutti a casa così l’operazione disgelo sarà completata definitivamente e smetteremo tutti di ammorbarci a vicenda le parti intime con questa lotta tra poveri.

Non fermiamoci a considerazioni di parte, l’assunzione di responsabilità in tutti i campi della vita è la prima regola base per il funzionamento delle cose, e se nessuno muove realmente un dito per “proteggerti” ma tutti continuano a dire – non solo a Bologna – “lui sa quello che deve fare” (ergo o ti alleni come si deve o piuttosto gioco con Avenatti e Falletti)  forse è il caso di pensarci un po’ e di smetterla di dare sempre la colpa agli altri. In campo ci vanno i giocatori ed essere almeno caratterialmente pronti è un loro preciso dovere così poi possiamo concentrarci su moduli e progetti, limiti tecnici o nodi da sciogliere, perché senza la materia prima parliamo di niente. E speriamo di poter parlare di altro alla fine della partita contro il Sassuolo.

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