Il Var non va, il Bologna sì

Il Var non va, il Bologna sì

Rossoblù convincenti all’esordio contro il Toro, grande primo tempo poi calo fisiologico nella ripresa. Massa salva i rossoblù fischiando un fuorigioco inesistente

A metà partita lo speaker annuncia ‘per un problema tecnico il Var non è in funzione’, nella ripresa contrordine, ‘problema risolto, il Var è ripristinato’. Applausi e qualche sorriso in tribuna, sai mai che Massa non veda un rigore per noi e il Var non faccia il suo dovere…Invece accade esattamente il contrario. La terna arbitrale sbaglia su un fuorigioco del Toro inesistente e Rincon va in gol, Massa interrompe l’azione e i granata si infuriano perché sanno che il tocco che libera Belotti – poi sponda per il venezuelano – è di Destro. Invocano il Var, ma l’assistente tecnologico dell’arbitro non può essere usato perché Massa ha fischiato prima che Rincon calciasse. Insomma, ha fermato l’azione e il Var non può rettificare. Sospiri di sollievo…

Per il resto, il Bologna gioca una delle sue migliori partite da tanto tempo a questa parte, dominando e comandando il Toro nel primo tempo, arroccandosi con dedizione nel secondo. Guidati da un Di Francesco in stato di grazia, i rossoblù giocano che è un piacere e sugli spalti si crede che quelli di sette giorni fa fossero brutte e sbiadite controfigure. Invece no, in parte sono gli stessi solo che Donadoni li schiera diversamente e decide che al centro della difesa debba esserci Mimmo Maietta ad annullare Belotti. Le variazioni di tema innestano ai rossoblù una energia che da tempo non si vedeva, raddoppi di marcatura, scivolate precise, garra come se ci fosse Perez in campo. E’ tutto perfetto, come l’azione che porta al gol iniziata da Pulgar, rifinita da Torosidis e conclusa da Di Francesco. Apoteosi, sembriamo il Barcellona. E allora ci si chiede perché da oltre un anno il Bologna vada a corrente alternata, si accenda e si spenga come un interruttore difettoso. Da un anno, dopo ogni buona prestazione, si dice che quello deve essere il punto di partenza e non quello di arrivo, lo abbiamo detto anche stavolta e la speranza è che davvero il Bologna abbia capito che la tifoseria, più che i risultati, si aspetta questo atteggiamento ogni settimana e per 95 minuti filati. Con queste prestazioni anche una paperella di Mirante o un passaggio sbagliato di Masina possono essere dimenticati. Si vada avanti così, con un Poli stratosferico, un Di Francesco da nazionale e un Destro finalmente combattivo e volitivo. E la difesa? Maietta è il migliore centrale che abbiamo, De Maio una buona spalla di natura fisica. Forse c’è del buono, ma già sabato prossimo ci sarà la prima prova del nove. Che il viaggio prosegua con tappe succose da gustare e non con le solite battute d’arresto nell’area di sosta. Dopo il Cittadella si pensava ad un Bologna a rischio retrocessione, ora forse valiamo qualcosina in più: i ragazzi ce ne diano una conferma al più presto.

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