Il tempo è galantuomo

Il tempo è galantuomo

Il Comune dà il via libera al progetto stadio, altro segnale dell’attendibilità di Saputo. Dal punto di vista tecnico, il chairman a Sky è stato chiaro: verrà valutato il raggiungimento di tre obiettivi

La nota del Comune che di fatto dà il via libera al progetto stadio è l’ennesimo segnale della solidità e dell’attendibilità di Joey Saputo. Un proprietario che sta mantenendo tutte le promesse fatte al momento del suo insediamento. 100 milioni di euro messi sul piatto, miglioramento delle strutture e lato tecnico incentrato sui giovani.

Per quanto riguarda il restyling del Dall’Ara, si è passati dalle sterili polemiche sull’anticamera di Saputo di 15 minuti prima di un incontro con il sindaco, ai fatti concreti. Il Bologna cercava partner, il Comune nel frattempo procedeva, all’interno dei recinti stabiliti dalla legge, con l’iter burocratico. Finito a dicembre il percorso istituzionale, Merola attendeva la lettera di intenti di Saputo che è arrivata il 23 febbraio. Nessuno screzio, nessun problema tra le parti, solo normali dinamiche procedurali ed economiche. Una volta trovato il gruppo Maccaferri come partner, Saputo ha mosso il suo passo decisivo, comunicando all’amministrazione comunale i suoi intenti di riqualificare il Dall’Ara. Ora, con il parere positivo del Comune, si parte a tutti gli effetti con la procedura che porterà all’inizio dei lavori, probabilmente fissati per l’estate 2019. I prossimi passi saranno il tavolo tecnico e lo studio di fattibilità: il Bologna dovrà specificare in che modo affronterà economicamente la riqualificazione, mentre il sindaco vigilerà sul fatto che tutte le aree in dotazione al Bfc vengano ristrutturate di comune accordo con il parere dei quartieri e dei cittadini. In sintesi, il Bologna sarà il terzo club italiano ad avere uno stadio funzionale, moderno e all’avanguardia: prima di lui solo Juventus e Udinese.

Ma parliamoci chiaro, più che altro in questa fase a tenere banco è il campo: una serie di risultati negativi da parte di un Bologna in evidente difficoltà. Sotto questo punto di vista, Saputo sabato a Sky è stato chiaro e per nulla banale. Come più volte ribadito dalla società, gli obiettivi stagionali sono tre: consolidarsi, fare un punto in più rispetto alla scorsa stagione e far crescere i giovani. Se uno di questi obiettivi non venisse centrato, Saputo ha ammesso quanto segue: “Valuteremo a fine anno se avremo raggiunto tutti i nostri obiettivi, se qualcuno sarà stato mancato potremmo modificare alcune strategie per migliorare”. Tradotto: a fine stagione tireremo una riga e faremo le valutazioni del caso. Rivoluzioni? Difficile, ma molto dipenderà dal futuro sulla panchina. Se Donadoni rimarrà, Saputo a meno di cataclismi è deciso a confermarlo, si potrebbe lavorare in continuità con quanto fatto fino adesso, se invece dovesse esserci un cambio di guida tecnica potremmo avere di fronte cambiamenti più marcati. A partire dal modulo e dalle scelte tecniche. Quello che Saputo dovrà decidere, e i dirigenti dovranno essere bravi a consigliarlo, è sostanzialment equesto: Donadoni è l’uomo giusto per far crescere i giovani presenti in rosa? In tutto questo, il vero punto fermo rimane comunque il presidente, un personaggio che fino a ora non ha mai disatteso la parola data e che un giorno avrà reso il Bologna una società moderna e in linea con il passo europeo fatto di investimenti ma anche di strutture all’avanguardia, tutti aspetti che miglioreranno sensibilmente anche i risultati sul campo. E’ lui il nostro top player: il tempo lo dimostrerà a tutti.

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