Il rumore delle sensazioni: per fortuna il Var c’è

Il rumore delle sensazioni: per fortuna il Var c’è

Dopo due rigori, in casa Juve si esterna il malessere per l’utilizzo del Var: ma sono meglio i palloni da laboratorio che le sensazioni – sbagliate – degli arbitri

Era normale che qualcuno alzasse la voce. Dopo un solo rigore concesso contro in un intero campionato, la Juve è già a quota 2 penalty a sfavore in 180 minuti: entrambi di stampo Var. Strano, direbbe qualcuno…Ma al netto della dietrologia, in cui non è importante entrare, mi preme sottolineare come il malcontento rappresenti esattamente la prova lampante che, finalmente, il calcio sia andato nella direzione giusta. Buffon si lamenta perché si perde il filo del gioco, le sensazioni, il feeling? Meglio così, forse è stato fatto centro. Non per essere anti-juventini, solamente per essere pro regole del calcio, pro tecnologia se serve a limitare il numero degli errori. Sia chiaro, l’aiuto tecnologico va rodato, migliorato, ma se serve a ridurre anche solo di una unità il numero degli errori ben venga. Pensate ad una squadra che prende gol in fuorigioco al 98′ in trasferta e perde due punti che sarebbero stati suoi, oppure pensate a un rigore non concesso in zona novantesimo e che deciderebbe una partita…E allora, meglio affidarsi alle sensazioni di un arbitro, al feeling in campo, ad una visuale non perfetta, oppure ad un replay preciso e puntuale? Per Buffon meglio la prima, per noi meglio la seconda.

Perché è meglio la seconda? Perché un Bologna-Juve 0-1 di epoca Calciopoli sarebbe finito 3-1 per i rossoblù, perché un Buffon che stende in area un giocatore rossoblù e assume l’espressione di chi l’ha fatta grossa non avrebbe scampo e perché sempre un Buffon che mette fuori dalla porta un gol valido di un metro e mezzo non avrebbe l’occasione di azzardare un poco etico ‘anche se me ne fossi accorto non lo avrei detto’. Perché le sensazioni portano a questo: errori. Vale nel calcio, come nella vita. Quante volte vi capita vi vedere in autobus un tizio dall’aspetto strano fornendo giudizi affrettati sul suo stile di vita? Tante. Tutto basato sulle sensazioni. E siccome il calcio ha delle regole, e le regole prevedono che certi contatti in area siano rigori, perché lasciare sempre tutto alla sensazioni di un arbitro? La risposta è semplice, la cosiddetta sudditanza psicologica porta i direttori di gara ad esitare di fronte alle sensazioni: quasi sempre fischiando – o non fischiando – a favore di una big. La sensazione, il feeling, viene preferito da chi può protestare con dieci giocatori attorno all’arbitro e da chi, nelle acque torbide della interpretazione arbitrale, non riceve mai sfavori. Tra l’altro, le statistiche Opta dicono che i rigori concessi in queste prime due giornate sono gli stessi di un anno fa, con la differenza che due, non visti dall’arbitro (o non percepiti dalle sensazioni degli stessi) sono stati assegnati con il Var. Perché quando qualcuno cade in area Juve è dura fischiare, da sempre, proprio per via delle sensazioni e del feeling che c’è in campo. Il Var toglie tutto, offre immagini certe, azzera le proteste e limita il numero degli errori. Perché mai dovrebbe essere un problema? Per i dieci minuti di recupero? Sarebbe semplice eliminare la diatriba: negli attimi di decisione arbitrale si fermi il cronometro. L’altra critica sul Var è relativa al fatto che non tutti gli errori vengono cancellati: ma grazie al Var sono state prese 10 decisioni giuste su 13 altrimenti sbagliate. In 2 casi è stata sbagliata la procedura ma i titoli sui media sono chiari: Così non Var…I primi 180 minuti di gioco hanno testimoniato la difficoltà degli arbitri ad assegnare dei rigori a sfavore della Juve (e in linea generale a non commettere errori su tutti i campi), perché in diversi casi si è lasciato correre quando invece bisognava fischiare. Errori nati appunto dalle sensazioni. E allora faccio mie le parole del bravo giornalista Fabrizio Biasin: “Meglio una partita lunga 100 minuti che una lunga una settimana”. In sintesi, meglio il Var, tre minuti di decisione e il pallone da laboratorio che polemiche sette giorni su sette. Ma Buffon, evidentemente, preferisce la polemica….

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