Il fire e l’inesperienza di Inzaghi: il Bologna deve andare a tutta per 90 minuti

Il fire e l’inesperienza di Inzaghi: il Bologna deve andare a tutta per 90 minuti

Risultato bugiardo contro l’Inter ma la squadra, per ora, non può modificare i propri equilibri. Intanto prosegue il problema del gol e Dzemaili non è ancora lui…

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Perdere 1-0 è diverso che perdere 3-0: è una regola che può servire. Il risultato di un match ha comunque una sua importanza e sbracare con 4 attaccanti porta ad appesantire il fardello psicologico di una squadra che ancora non è serena. Lo imparerà Inzaghi che sotto di un gol è passato ad una specie di 4-2-4 che altro non ha fatto se non lasciare campo all’Inter, per un bottino finale pesante e ingiusto per un gruppo di giocatori che in campo aveva dato tutto. E per Poli, mandato in mixed zone a fine partita, non è stato facile commentare uno 0-3 casalingo: un risultato inappellabile e ingiustificabile all’apparenza ma che in parte avrebbe delle attenuanti. E’ chiaramente apprezzabile il fatto che Inzaghi dimostri il coraggio e la mentalità di voler recuperare un risultato buttando dentro maggior speso specifico offensivo, ma non sempre inserire tanti attaccanti porta un maggiore numero di probabilità di fare gol. Infatti…E comunque, per una squadra sporca, brutta e cattiva come il Bologna può essere basilare rimanere in partita fino alla fine: sai mai che all’ultimo assalto non ti vada fatta bene (se sei sotto tre a zero è dura…).

Ora, non volendo chiaramente incentrare la sconfitta su Inzaghi che invece ha preparato bene il match – tra l’altro portandolo su binari tattici favorevoli fino al settantesimo – appare chiaro come questo Bologna abbia al momento limiti tangibili che solo il lavoro potrà, almeno in parte, eliminare. Inutile sottolineare lo spreco continuo di buone occasioni da rete così come di ripartenza ghiotte. Resta però il fatto che il 50% delle occasioni migliori sia capitato nella testa e nei piedi di un difensore (Helander). Non un male, sia chiaro, ma i ruoli contano e di solito i difensori difendono e gli attaccanti segnano. In sintesi, benissimo l’idea di portare più uomini ad avere occasioni, ma Inzaghi dovrà lavorare su una cosa in particolare: fare in modo che siano le punte a trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Anche con l’Inter un solo tiro in porta degli attaccanti: Santander di testa. Discorso diverso per i mediani, che in teoria qualche gol in canna dovrebbero averlo. Purtrppo, però, in questa fase uno dei migliori tiratori della Serie A, ovvero Blerim Dzemaili, sta calciando cioccolatini per i portieri o zappate a lato: anche questo conta. Insomma, Inzaghi dovrà trovare il modo di far segnare il Bologna e dall’altro lato comprendere quando è il caso di tirare fuori tutto il fire all’interno di un match e quando è meglio raffreddare i bollenti spiriti. Andare sotto tre a zero con troppi attaccanti e una mediana priva di filtro impedisce di fatto ogni possibilità di rimonta, soprattutto contro una big che situazioni di questo genere non vede l’ora di sfruttare. Sono rischi, questi, che si possono prendere con squadre di livello inferiore, non con l’Inter. Tutta esperienza. Ma è chiaro, la stagione è partita come non ci aspettavamo e già col Genoa occorre mettere fieno in cascina. Le prospettive sembrerebbero portare ad un campionato difficile, Bologna saprà farsi trovare pronta?

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