Il ‘Fire and Desire’ c’è

Il ‘Fire and Desire’ c’è

Bologna in difficoltà nei primi minuti con l’Udinese (con penalty non dato), ma poi scatta la scintilla con la bomba di Santander: il fuoco si accende come per magia

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

La partita con la Juve sembrava aver rimesso in discussione tante cose, invece il Bologna è vivo e lotta assieme a noi.

Il ‘sacrificio’ di Torino, se così vogliamo chiamarlo, ha portato il Bologna a recuperare il fuoco perduto contro l’Udinese, chiudendo la settimana con 6 punti di importanza capitale. Una partita non semplice, iniziata con gli spettri del passato, con la possibile ennesima sconfitta in casa con annesso rigore non concesso (sul Var servirebbe uno Spunto a parte) e un gioco talmente farraginoso da far partire i primi mugugni da alcuni settori del Dall’Ara. Poi, come d’incanto, i 6 milioni spesi per Federico Santander – chissà la tibia come starà e chissà che peso avrà – si tramutano in un gol bello quanto scardinante. Non solo piegando la traversa come nei cartoni animati, ma togliendo anche sicurezze all’Udinese per rivestirle di rossoblù assieme ai suoi compagni. La presenza del ‘ropero’ è ormai di fondamentale importanza sia a livello tecnico che caratteriale, un giocatore capace di reggere l’attacco, segnare e trasmettere la giusta carica agonistica ad una squadra che finalmente ha riportato in campo il ‘Fire and Desire‘ che sognava il presidente. E proprio come un armadio, Santander si svuota di paure e si riempie di tempra e orgoglio, di fatto trascinando i compagni ad un successo bello quanto importante.

Se il match odierno doveva servire a certificare la non casualità del successo contro la Roma, probabilmente siamo di fronte al secondo indizio che fa una prova: il ‘Fire and Desire’ fa capolino. La rassegnazione vista contro la Juve ha fatto spazio alla voglia e alla fame di vincere una partita che può rilanciare il Bologna definitivamente in zone tranquille. Bravo anche Inzaghi a indovinare la formazione, confermando Nagy e Calabresi, inserendo poi il match winner Orsolini al posto di uno straordinario Svanberg. Solo la scelta di Krejci, col senno di poi, non ha pagato, ma poco importa. Si è visto un Bologna convincente vincere e giocare al calcio, trasformando i primi fischi in applausi e, chissà, convincendo pure i più scettici. Certo, non è stato fatto ancora nulla e mancano 33 punti all’obiettivo, ma dal Bologna inerme di Torino, passando per quello sconfitto a Genova e per alcuni incapace di salvarsi, a quello odierno c’è una talmente elevata differenza che diventa difficile ricondurla al semplice caso o alla pura fortuna. Tra l’altro, l’Udinese odierna è stata tutt’altro che una squadra priva di idee e verve. E’ stato match vero, giocato bene anche dagli avversari ma vinto dal Bologna. Il prossimo step è tenere questo standard di ‘fire’ sempre, tutto il resto verrà da sé.

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