Il classico Mihajlovic e il classico Bigon

Il classico Mihajlovic e il classico Bigon

Il tecnico si è presentato a modo suo: sfrontato e sicuro di sé. A margine Bigon scivola sull’autoassoluzione

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Giornata intensa, quella di ieri, a Casteldebole. Si è partiti con il primo allenamento di Sinisa Mihajlovic, poco indicativo come possibile formazione vista l’assenza in partitella di Sansone e Soriano, unita a quella di Pulgar per una visita odontoiatrica. Si è capito solo il modulo, che partirà da una difesa a 4 e varierà dal 4-3-3 al 4-2-3-1 a seconda delle esigenze. Nota interessante, i dieci minuti finali con l’assistente Marchesi solo con i difensori: esercitazioni sui movimenti a palla coperta e scoperta, segno che per Miha bisogna innanzitutto registrare il lavoro della retroguardia. Poi, la conferenza stampa.

Sinisa Mihajlovic mi è parso sempre lo stesso, sfrontato, duro, senza timore di parlare di qualsiasi cosa, partendo dal modulo, passando per il mercato e finendo pure sul redivivo Mattia Destro. Insomma, l’arroccamento di Casteldebole potrebbe in un certo senso cadere e da ora in avanti, forse, potremmo avere indicazioni più chiare sulle condizioni di certi giocatori spariti dai radar. Può risultare simpatico o antipatico, ma Mihajlovic pare uno trasparente e se ha qualcosa da dire la dice. Al netto della parentesi su Adailton, la Menarini e forse qualche velato riferimento a Moggi, ieri Sinisa si è presentato davanti alla stampa con l’idea di parlare il più possibile, infondendo coraggio a un ambiente evidentemente ferito e depresso. Non so se ce la farà, ma può sicuramente dare una scossa. Nota a margine sul presidente Saputo, tanto criticato da fuori ma sempre molto apprezzato nell’ambiente calcistico. Pure Mihajlovic è stato conquistato: “Mai visto un presidente così, se non ce la facessimo a salvarci sarei sinceramente dispiaciuto per come si è posto con me“.

Poi c’è il mercato, con le solite note dolenti. Il direttore sportivo Riccardo Bigon, tutto sommato, era partito con concetti condivisibili, ammettendo di fatto come il Bologna avesse l’idea di prendere giocatori che elevassero sensibilmente la qualità della squadra e, non essendo riuscito a completare l’opera, non si fosse dirottato con forza su un piano B. Traduco: se non si riesce a prendere Spinazzola non vado a prendere Rispoli che sposterebbe il giusto. Poi, però, le parole del dirigente hanno preso la solita piega auto assolutoria, di fatto andando a cancellare quasi totalmente le scuse di Joey Saputo di 48 ore prima. Bigon si assume le proprie responsabilità, purtroppo molto spesso associate a un ‘ma’ che lascia intendere una giustificazione. Ahinoi, non c’è molto da giustificare visto il terzultimo posto e la ‘maggior plusvalenza della storia del club‘ è un argomento da colloquio con il presidente quando si andrà a decidere il futuro quadro dirigenziale, non da conferenza stampa. Detto ciò, resta il fatto che aver cambiato allenatore a due giorni dalla fine del mercato porterà il Bologna a non riuscire nell’intento iniziale ma a virare su elementi che Sinisa conosce come Edera, Lyanco e Basta. Saranno sufficienti per la salvezza? Chi lo sa, ma almeno si può sperare che il neo tecnico recuperi qualche desaparecido. Sarebbe già un passo avanti.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy