I programmi del Bfc sono chiari, quelli di Sinisa meno: che succederà?

I programmi del Bfc sono chiari, quelli di Sinisa meno: che succederà?

Il Bologna punta alla parte sinistra, Miha potrebbe ricevere offerte importanti: le ambizioni possono combaciare?

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

A salvezza quasi matematicamente ottenuta si apre l’estate del mercato, anche se il clima in città non si direbbe ancora tale vista la pioggia e il freddo. Ma che a Casteldebole si inizi a pensare a giugno non è un mistero, e la stessa cosa starà facendo Mihajlovic sotto le mentite spoglie della matematica non ancora ottenuta. Resta però un problema di fondo ancora non risolto: i progetti del Bologna possono combaciare con le ambizioni del mister?

La posizione del club rossoblù abbastanza chiara, Fenucci ha parlato di parte sinistra della classifica – con l’avvallo del presidente Saputo – ed è questo che presumibilmente proporranno a Mihajlovic, ovvero l’inizio di un nuovo ciclo a medio termine che possa portare ad attaccare l’Europa tra due o tre anni. Basterà a convincere il serbo? Dipende. Innanzitutto bisognerebbe chiarire le ambizioni dell’allenatore, se cioè, dopo anni vissuti in una via di mezzo tra medio cabotaggio e Europa, Mihajlovic non stia pensando a qualcosa di più importante rispetto a una squadra da ottavo posto. In seconda battuta c’è la cavalcata portata a termine a Bologna, che non passerà inosservata. Saranno arrivate, o arriveranno, offerte per il serbo e alcune di esse potrebbero fare breccia anche perché difficilmente pareggiabili dal Bologna. Non perché il club non voglia alzare l’asticella, ma semplicemente perché passare da squadra in lotta per la salvezza a top club italiano ci passa in mezzo il mondo. Già questo campionato la dice lunga, da un lato per lo Scudetto non c’è gara, mentre per l’Europa c’è una bagarre furibonda che vede addirittura il Toro – con una grande stagione – settimo. In sostanza, è molto complicato produrre un progetto europeo immediato. E allora viene da chiedersi una cosa: come farebbe il Bologna a trattenere Mihajlovic a fronte di una offerta di un club da Champions, italiano o europeo che sia? Quasi impossibile razionalmente.

Ecco perché intimamente credo che la permanenza dell’allenatore serbo a Bologna dipenda più che altro dal mercato che dal Bologna stesso. Intendiamoci, offrire di nuovo il consolidamento della categoria sarebbe uno smacco e non succederà, ma anche solo proporre la parte sinistra non vorrebbe dire convincere Sinisa. Ora la questione sui media è tutta spostata sulla dirigenza e sulla proprietà, e se Miha non resterà sarà colpa ancora una volta delle poche ambizioni del club, mentre è probabile che il destino del nostro condottiero dipenda più che altro da che tipo di offerte gli giungeranno sul tavolo. Ed è giusto. Perché Sinisa è un professionista e come tale deve valutare ciò che gli viene proposto. Detto questo, romanticamente, si potrebbe pensare che Mihajlovic farebbe bene a restare in una piazza ormai modellata su misura per lui, al suo carisma e alla sua personalità, e che trasferirsi altrove col rischio di bruciarsi di nuovo possa essere un errore. Ma, come detto, è un pensiero romantico che molto spesso col calcio si scontra (basti vedere l’affaire De Rossi-Roma).

 

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