Gennaio è un rebus, ma serve unità per le prossime due partite

Gennaio è un rebus, ma serve unità per le prossime due partite

La sconfitta di Udine riapre squarci sopra Casteldebole, prima del mercato di gennaio servono assolutamente punti nelle prossime due partite: si rischia un Natale di apprensione

Smaltita la scoppola di Udine, Bologna si interroga. Sopravvalutati, scarsi, tristi, i rossoblù sono ormai schedati, ma poco importa: le prossime due partite sono fondamentali. E’ il momento dell’unità, serve passare ‘a’nuttata’, perché prima di Natale di fronte ci saranno Empoli e Pescara, due squadre da ricacciare indietro seduta stante. Anche solo lasciare aperto un minimo spiraglio, concedere la possibilità alle ultime quattro di risucchiare qualcuno, può rivelarsi fatale. Quindi sì, rimanere vicini alla squadra è fondamentale per salvare capra e cavoli, o almeno evitare che qualcuno infilzi i denti sul corpo rossoblù.

Della partita abbiamo già sviscerato tutto, del livello della squadra no ma le difese di ufficio sono terminate. Il beneficio del dubbio lo lasciamo, perché una via di mezzo tra il Bologna scintillante contro il Sassuolo e quello impresentabile di Udine c’è, ma serve a poco sottolinearlo se il Bologna stesso non tira fuori un minimo di capacità. Lo lasciamo anche perché con sei punti nelle prossime due partite si raddrizzerebbero diverse cose, e poi si verrebbe accusati di salire o scendere dal carro. Forse abbiamo sopravvalutato il Bologna, ma anche altri lo hanno fatto perché diversi giocatori, nelle opinioni di qualcuno, da buoni sono diventati brocchi. O son sempre stati scarsi oppure…c’è una via di mezzo! E l’acquisto di Verdi, giocatore unanimemente riconosciuto fondamentale, è serenamente passato sotto traccia sui media. Non serve comunque a nulla essersi rivelati presunti profeti o incapaci ciarlatani – sulla base di chi ha assunto posizioni diverse che ora rivendica – anche perché quasi nessuno a fine agosto aveva rifilato 4.5 al mercato improntato dal Bologna. Non perfetto, aspetto sottolineato anche qui, ma sufficiente per la salvezza; questo era il pensiero generale. Così, mentre la città diventa di colpo piena zeppa di allenatori e direttori sportivi, preferisco rimanere concentrato su ciò che è necessario fare nei prossimi due match. Innanzitutto, servirebbe una vittoria interna contro l’Empoli per spegnere sul nascere le speranze delle ultime, poi non perdere a Pescara e passare il Natale con la simbolica quota di 20 punti. Altri risultati che non siano questi getterebbero tutti nel panico, ecco perché mai come ora il Bologna ha bisogno di sostegno, evitare cioè che la spaccatura tra le varie opinioni non distolga tutti quanti dal campo; vero giudice ad ogni livello. Non serve a nulla dividersi ora tra critici e buonisti, col rischio di perdere di vista il primo vero obiettivo che si palesa ora: la salvezza.

Poi gennaio, mese che può diventare decisivo. In primo luogo perché se si viene risucchiati sotto serviranno interventi più decisi e profondi, in seconda battuta perché ci si deve pur sempre scontrare con la lista piena e il budget a disposizione. Provando a guardare la situazione da una prospettiva diversa, bisognerà inoltre capire cosa pensa Saputo del rendimento della squadra e del lavoro dei suoi dirigenti. Sarà soddisfatto? Se l’andazzo continua ad essere questo qualche testa cadrà? Sulla base dei pensieri del chairman potrebbero derivare più o meno investimenti. In sintesi: se la squadra non dovesse mostrare progressi, pur ottenendo la salvezza, l’estate prossima andremo incontro a una mini rivoluzione? Si potrebbe dunque essere costretti a spendere a giugno, mentre a gennaio spesso sei costretto a prendere ciò che il mercato concede e non quello che tu vorresti. Serve allora chiudere il discorso salvezza a dicembre, non obbligando Saputo ad un intervento massiccio sul mercato a gennaio. Poi tornerà Verdi, e non è un aspetto secondario…

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