Fire, desire e strong wind

Fire, desire e strong wind

I rossoblù rimontano due gol e strappano un punto importante: fire, desire e vento forte. Ora serve ripartire dalla reazione al doppio svantaggio

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Chissà coloro che oggi erano partiti verso lo stadio con abbigliamento da sole e 20 gradi per ritrovarsi al 90’ sotto la pioggia e il vento forte con 10 gradi di meno…Ci mancava solo che il Bfc perdesse. Una partita che sembrava ormai andata, con la grave disattenzione di Nagy, che aveva fatto seguito all’ennesima prodezza balistica a noi ostile, il Bologna è riuscito ad agguantarla con il fire and desire che fa sempre più capolino al Dall’Ara. Cazzimma, direbbero qualche centinaia di chilometri più a sud di via Andrea Costa.

Obiettivamente, sperare in una rimonta dopo lo zero due al 60’ sembrava folle, soprattutto per come era maturato il risultato, ovvero con un Bologna sterile, in difficoltà anche per via di una formazione iniziale forse sbagliata e con due reti sul groppone di natura diversa. Prodezza balistica di Iago sul primo, regalo di Nagy sul secondo. Peggio non poteva andare. Poteva piovere, spesso si dice, ma stavolta il cambio climatico ha portato le nubi scure sul Toro e l’arcobaleno sul Bologna. La provvidenziale rete di rapina di Santander ha riacceso i cuori dei giocatori e anche degli spettatori, altrimenti non si spiegherebbe solo con una grande giocata il 2-2. Calabresi che anticipa alla Cannavaro in Germania e poi va a raccogliere la gloria con un destro trepidante sotto la traversa. Dite la verità, vi siete tutti quanti chiesti: e mo’ dove tirerà? Semplice, dove il portiere non può prenderla. L’urlo del Dall’Ara testimonia, di fatto, il fire and desire, trasmesso stavolta dalla squadra agli spalti e non viceversa. La curva ha cantato, come sempre, ma i mugugni cominciavano a fare capolino. Alla fine sono diventati applausi. Tutto bello, tutto molto ‘inzaghiano’. Certo, i limiti sono palesi, però a volte è fondamentale avere delle reazioni, non assuefarsi alla sconfitta, non mollare quando tutto appare perduto. Oggi è stato fatto e alla fine il premio è arrivato. Per il futuro, servirebbe mantenere questa fotta sempre, come standard minimo da cui partire, a maggior ragione in trasferta dove invece la squadra è più timida. Chiaro, dal punto di vista tecnico-tattico la partita è stata complicata, ma senza una base mentale di un certo tipo i risultati non arrivano. Oggi, però, è preferibile guardare alla reazione soprattutto per le condizioni fisiche della squadra, tanti acciaccati, tanti con poco minutaggio, finale in dieci con Orsolini terzino e Falcinelli mezzala. Al Dall’Ara quella base di grinta c’è, serve averla sempre. Ovunque (come il vento che spazza via tutto).

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