Fire, desire and gol in trasferta

Fire, desire and gol in trasferta

Il Bologna cancella un altro tabù (mancava il gol in trasferta): non sono arrivati i tre punti ma le sensazioni sono positive

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

La prima parola che viene in mente al termine del derby di Reggio Emilia è ‘peccato’. Tre punti assaporati fino a cinque dalla fine, cancellati da un rigore e da una ingenuità difensiva, ma resta il fatto che questo Bologna continua a mostrare segnali incoraggianti.

Al netto del gol ritrovato in trasferta – cancellato il record negativo – i rossoblù non solo hanno dato continuità ai risultati ma anche mostrato una prestazione di livello. Bologna unica a squadra in Europa a non aver segnato in trasferta? Che problema c’è, tempo un minuto e Palacio insacca. Contro il Toro la rimonta era stata anche frutto del rilassamento dell’avversario? Che problema c’è, dentro una prestazione di mentalità e coraggio per 75 minuti, peccato solo per il finale quando la squadra ha concesso campo al Sassuolo facilitandone l’arrembaggio finale. Può essere l’unico appunto per una partita non facile contro una squadra di doti tecniche importanti, capace di giocare al pallone da ogni zona del campo. Bravo il Bologna a puntare e punire sul nervo scoperto di De Zerbi: l’ossessione per la costruzione dal basso.

Pensare di non concedere occasioni da gol a uno dei migliori attacchi del campionato era impensabile, allora giustamente Inzaghi ha prodotto una partita coraggiosa, andando a pressare alto e speculando nel modo migliore, ovvero non passivamente. La strategia ha pagato, considerando che pronti via non solo è arrivato il gol ma anche il palo di Santander. Poteva essere due a zero in cinque minuti, un risultato che forse avrebbe prodotto qualcosa di diverso anche al novantesimo. Ad ogni modo, il Bologna è rimasto sul pezzo, non si è scoraggiato nemmeno quando il Sassuolo è entrato in partita e quando Marlon ha infilato la siringa da 25 metri, confermando il trend degli eurogol subiti da Skorupski. L’approccio corretto si è visto anche nella ripresa, subito con la botta di Svanberg e il nuovo vantaggio di Mbaye. 70 minuti di eccelso livello prestazionale. Si potrebbe disquisire sul finale, quando Inzaghi ha deciso di proteggersi non solo con le sostituzioni ma anche rimodulando l’assetto spostando di ruolo qualche elemento. Può essere la pignoleria del giorno, trovare proprio un difetto ad una prestazione di livello. Così come l’ennesimo errore difensivo, stavolta ad opera di Calabresi che incautamente interviene da tergo in area. Peccato. Resta però tutto il bello sottolineato prima, ovvero un Bologna convincente e alla pari contro una squadra considerata superiore. Chiedevamo ‘fire and desire’ ovunque, oggi si è visto. Con questo atteggiamento ci si può salvare, il resto vien da sé. Ora il bel banco di prova contro l’Atalanta, squadra che fa del ‘fire’ il suo marchio di fabbrica.

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