Finalmente, una squadra di calcio

Finalmente, una squadra di calcio

Risultato non del tutto soddisfacente e che non sancisce il sorpasso sull’Empoli, ma si è tornati ad avere una squadra di calcio

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Stona solo il risultato. Il pareggio interno contro il Genoa non porta al tanto atteso sorpasso sull’Empoli, ma ci sono comunque motivi per guardare al futuro con meno pessimismo.

Due indizi fanno una prova, due prestazioni consecutive di un certo livello consegnano a Bologna intera finalmente una squadra di calcio. Quello che si vede ora è un’altra cosa rispetto a ciò che si era visto fino al Frosinone e, indipendentemente da ciò che faranno le avversarie, c’è davvero la sensazione che se il Bologna sarà sempre questo la salvezza potrà concretamente arrivare. E’ la vera notizia che l’ambiente rossoblù si tiene stretto dopo l’arrivo di Sinisa Mihajlovic, capace in due settimane di cambiare il volto mentale di una squadra in difficoltà. Manca ancora un tassello sotto il profilo del risultato e dell’amministrazione dello stesso: serrata finale a San Siro, dieci minuti di paura col Genoa che sono costati cari. Ma più di ogni altra cosa ora conta il fatto che si è di fronte ad una squadra di calcio nel senso vero del termine, un gruppo in grado di fare risultato quasi ovunque e che complicherà i piani alle avversarie nella lotta per non retrocedere. Si vede una idea di gioco, chiara, precisa e spesso eseguita pure con buone trame. I progressi sono nitidi ed evidenti.

Apprezzabile, a maggior ragione, l’assedio finale che ha prodotto tre palle gol in 8 minuti, una fermata dalla traversa e una da un miracoloso intervento di Radu, il quale è andato a compensare l’errata uscita su Destro. Non solo, vedere finalmente un Dall’Ara coinvolto e credente nella nuova fede rossoblù fa piacere, perché lo stadio di casa resta pur sempre, se sfruttato a dovere, un vantaggio. Sentirlo sospingere la squadra negli assalti finali forse è il vero e concreto segnale di un piccolo vento del cambiamento, sperando non del tutto tardivo in ottica salvezza.

L’ultimo capitolo lo dedichiamo a Destro, di nuovo in gol dopo un anno. Che un giocatore da 25 gol nel Bologna non potesse giocare in una squadra impresentabile come quella vista fino a due settimane fa era un mistero, infatti sono bastate due paroline di Mihajlovic per ridestarlo dal torpore in cui era caduto. Anche per responsabilità sua, come ammesso dopo il match dal 22 in mixed zone, ma anche per totale mancanza di fiducia da parte di chi gli stava attorno. Che Mattia fosse un professionista ineccepibile lo si era capito: non ha mai fatto polemica ne spaccato spogliatoi, si allenava e non giocava senza fiatare. Dopo il match ne abbiamo avuto la controprova e da oggi anche lui darà una grossa mano. Ora la domanda sorge spontanea: un attacco con Santander, Palacio, Destro, Sansone, Orsolini, Edera e Falcinelli si può salvare? Si direbbe proprio di sì…

 

 

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