Febbre del sabato sera

Febbre del sabato sera

Bologna in crisi nera, Inzaghi confermato, ma la situazione inizia a farsi grave

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Sale la febbre del sabato sera a Bologna. Non è quella che fa ballare John Travolta, bensì quella di una bella influenzona. Non si salva niente e nessuno a Genova, partendo dai giocatori, passando per Inzaghi e concludendo con chi governa Casteldebole. Doveva essere la partita della svolta, quella del rilancio in ottica salvezza, del ritorno del Bologna ‘fire and desire’, invece è stata una Caporetto. Per la prima volta si è percepita la crisi della squadra rossoblù, ormai allo sbando in tutti i reparti e incapace di trovare la forza di reagire, aspetto che fino a qui Inzaghi era sempre riuscito a trasmettere. Il Bologna si è di fatto consegnato perdendo fin dai primi minuti la rotta, nonostante il pari di Poli, e tre dei quattro gol presi sono roba che si vede il giovedì tra scapoli e ammogliati. Ma è proprio questo che rende bene l’idea della difficoltà, ovvero di una squadra apparsa smarrita e con un approccio non consono per una sfida di questo tenore.

 

La dura sconfitta di Marassi non ha comunque prodotto scossoni. Fenucci ha confermato Inzaghi, ma è stata presa la decisione di mandare la squadra in ritiro. Per stasera, i colpevoli sono i giocatori, rei di aver subito gol da polli. ‘Quando si prendono due gol del genere non può essere colpa dell’allenatore’ le parole di Fenucci a fine partita. Di fatto, Inzaghi ci sarà martedì in Coppa Italia contro il Crotone, ma a tutti gli effetti il match decisivo sarà quello di Empoli. In sostanza, Pippo si è salvato per gli errori commessi dai suoi giocatori. Resta, però, la situazione difficile del Bologna che ora naviga verso lo scontro diretto del Castellani con un animo tumultuoso nella piazza, ma anche rassegnato. C’è davvero la paura che stavolta non ci salvi nemmeno Murri, ed è la sensazione peggiore vissuta in questi quattro anni di Saputo.

 

Si va avanti così, la società tiene la barra dritta e decide di non decidere. Lascia a Inzaghi un ultimo match, che però è quello più importante di tutti in uno scontro diretto. Perdere è vietato, anzi, sarebbe obbligatorio vincere, ma questo Bologna ne sarà capace? Quali risorse può tecniche e mentali può trovare la squadra rossoblù dopo una prestazione del genere? Insomma, ci sono i sintomi di una patologia abbastanza grave e la febbre è salita a temperature mai viste da queste parti con la gestione canadese. La speranza, al di là delle decisioni prese dall’amministratore delegato, è che a Casteldebole ci sia la piena presa di coscienza dell’urgenza delle cure a cui è necessario sottoporre questa squadra. E’ febbre del sabato sera, e non avremmo voluto avercela.

 

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