ESCLUSIVA – Calciopoli, Cipriani: “Mai stato Gea, e quei due rigori c’erano. Destro? E’ mancata cattiveria”

ESCLUSIVA – Calciopoli, Cipriani: “Mai stato Gea, e quei due rigori c’erano. Destro? E’ mancata cattiveria”

Giacomo Cipriani risponde alle parole di Fabio Caressa su Bologna-Juve del 2004: “A caldo ho voluto essere rispettoso, le mie parole vennero strumentalizzate”. Sul Bologna attuale e su Destro…

La settimana scorsa, ritornando sui delicati temi di Calciopoli, il telecronista di Sky Fabio Caressa ha parlato del famoso Bologna-Juve 0-1 in cui l’arbitro Pieri non concesse due rigori a Giacomo Cipriani. Secondo il giornalista, l’allora calciatore rossoblù minimizzò gli episodi a fine partita perché uomo Gea e di Alessandro Moggi, ma Cipriani ha voluto smentire tale affermazione. Ecco le sue parole su quegli episodi e anche sul momento attuale del Bologna.

Cipriani, ha sentito Caressa? Ha detto che in quel Bologna-Juve lei minimizzò gli episodi da rigore perché uomo Gea…

“Quando mi hanno riferito questa cosa ho cercato subito di chiarire con Fabio che conosco bene. Ci siamo sentiti e il discorso si è chiuso perché non sono mai stato della Gea ed è tutto ampiamente dimostrabile. Le mie parole a fine partita vennero strumentalizzate per giustificare quello che poi si è scoperto essere Calciopoli. Cercai di essere rispettoso nei confronti del calcio, tutto qui. E comunque venni premiato da Sky come miglior in campo, se fossi stato Gea avrei potuto giocare malissimo”.

Quindi non eravate nelle grazie della Juve?

“Io non godevo della simpatia da parte della Gea, innanzitutto perché il Bologna mi prese alle buste in estate con Gazzoni che non aveva trovato un accordo con i bianconeri. Di torti ne subì parecchi”.

Di Pieri cosa ci può dire?

“Prima della partita venne da me a scusarsi per il fatto che qualche settimana prima mi aveva espulso, sbagliando, contro la Roma. Segnai, poi mi ammonì nella prima frazione per perdita di tempo, cosa molto strana, poi subito dopo per simulazione quando invece avevo subito fallo da rigore”.

Quindi non ha mai negato che in Bologna-Juve Pieri non le diede due rigori?

“Uno dei due era molto più netto dell’altro, ma ho sempre sostenuto che entrambi fossero rigori. A volte in campo si ha una percezione che poi può essere smentita dalle immagini, io per primo durante la partita pensai al primo come netto, ma poi guardando i replay mi accorsi che quello evidente era l’altro. Ma il succo non cambia, erano rigori e quella partita fu emblematica: noi giocammo alla grande ma fummo penalizzati. Dico però che la Juve non aveva bisogno di favori, era uno squadrone con Del Piero in panchina”.

E quella retrocessione fece molto male alla sua carriera e a quella di altri.

“Il Bologna ci ha rimesso la categoria ed è stata la squadra più penalizzata da quella vicenda, io e i miei compagni ne abbiamo risentito perché poi risalire è dura. Soprattutto per me, visto che l’anno dopo mi infortunai gravemente, ma un conto è recuperare ripartendo dalla Serie A un altro è farlo dal basso e dalla B”.

Come squadra, nonostante tutto, avreste potuto fare qualcosa in più?

“Quando avverti che tutto gira male si innesca tanta paura, che ti fa rendere meno. Quando la testa ha paura le gambe non girano, poi il campionato era di livello molto alto e abbiamo pagato caro. Ci sono stati demeriti nostri ma siamo stati affossati da ciò che c’era dietro, da lì i problemi si sono amplificati. Quando percepisci una certa ostilità del sistema o tiri fuori tutto oppure non riesci a reagire. La squadra era buona, guidata da un allenatore esperto, ma son venuti fuori problemi ovunque, anche quelli che non c’erano”.

Passando al Bologna attuale, non a rischio a retrocessione, che idea si è fatto?

“I presupposti erano salvarsi tranquillamente e valorizzare i giovani, per la prima parte di stagione non è andata male, poi gli infortuni e la mancanza di obiettivi reali – salvezza a gennaio già decisa – hanno inciso sul calo. Verdi e Destro hanno avuto problemi fisici, la squadra si è dovuta adattare e a livello di ragazzi giovani non è esploso nessuno. Si è issato Dzemaili che però conosciamo già. Anche per l’allenatore non è stato semplice motivare una squadra giovane in queste condizioni”.

E di Destro cosa ne pensa? Segna poco per l’investimento profuso dal club…

“Lui è un giocatore che vive molto del gioco della squadra, se la squadra crea lui finalizza e quando la fiducia sale riesce ad essere prolifico. Ha pagato più di tutti anche per l’infortunio e per aver iniziato senza preparazione. Sul piano tattico le sue caratteristiche forse si son mal sposate con la squadra ma non può essere un alibi. Bisogna capire fin dove arrivano i demeriti di Destro e dove cominciano quelli della squadra. E’ ovvio che per l’investimento che è stato fatto dal club ti aspetti che Destro in certe partite un colpo lo tiri fuori. Dii sicuro non è il Mattia che vorremmo vedere, non solo per i gol ma anche per la determinazione e la volontà. Spero che nelle ultime partite smentisca tutti”.

In tutto questo il club investe sulle strutture.

“Io sposo l’idea del club, le strutture sono importanti e da calciatore lo posso testimoniare, sul piano tecnico la categoria è stata mantenuta ma anche senza puntare all’Europa League ci si poteva divertire un po’ di più. Il campionato che sta facendo la Samp lo poteva fare il Bologna senza svenarsi. Per fortuna i giochi per la retrocessione sono stati semplici con squadre nettamente inferiori, ma bisogna preventivare un anno in cui potrebbe esserci una salvezza più complicata. Poi magari la società si aspettava di più dagli investimenti fatti sui giovani e forse non sono arrivati i risultati. A volte, però, il tifoso non vede questa appartenenza alla maglia”.

Intanto Donadoni potrebbe rinnovare per altri due anni.

“Donadoni è un ottimo allenatore, persona serissima, competente, sul suo valore non ho dubbi e nemmeno sullo staff. E’ arrivato in una situazione critica e l’ha risollevata, quest’anno ci sono stati problemi ma sta portando a termine una stagione non semplice. Ha il compito di fare risultati e valorizzare i giovani, e dopo il filotto di sconfitte era difficile tenere la barra dritta. Penso si tratti di capire se la fiducia c’è ancora e se il progetto si sposa con le ambizioni di Donadoni. Magari dopo due anni lui vorrebbe guidare una squadra più competitiva, se invece sposa le idee del Bologna non ci saranno problemi”.

3 commenti

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  1. sperfi_82 - 6 mesi fa

    testa sotto la sabbia…

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  2. paolrav_752 - 6 mesi fa

    Sono un abbonato sky e mi fa specie pensare che anche con i miei soldi viene pagato costui.come se non bastassero i veleni recenti che stanno distruggendo il calcio italiano. mi viene voglia di disdire l’abbonamento e non vedere a pagamento certe facce.

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  3. sperfi_82 - 6 mesi fa

    Giacomo Cipriani e’ stato secondo me uno dei piu’ forti attaccanti che si siano visti in italia negli ultimi trent’anni…poi,sia per gravi infortuni che per treni non presi anche grazie ad un regime che purtroppo ben conosciamo,non ha potuto fare quella carriera che avrebbe meritato.

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