ESCLUS. TBW – Castellini (Mondoudinese): “Per l’Udinese un solo risultato a disposizione”

ESCLUS. TBW – Castellini (Mondoudinese): “Per l’Udinese un solo risultato a disposizione”

Domenica è in programma Udinese-Bologna alla Dacia Arena di Udine, per fare il punto della situazione sulla squadra di casa abbiamo contattato in esclusiva la collega di Mondoudinese.it (Gazzanet) Barbara Castellini

Cara Castellini, dalla gara di andata il mondo è cambiato. Che ne pensa?

“L’arrivo di Donadoni ha dato una svolta importante, non pensavo che in così poco tempo riuscisse a cambiare i rossoblù. E’ riuscito a valorizzare gli elementi più qualitativi della squadra come Destro e devo dire che Donadoni è stato l’unico cambio di panchina che ha avuto risvolti positivi”.

C’è stato un momento, con Colantuono a rischio, in cui l’Udinese ha pensato a Donadoni?

“E’ un nome che è stato sondato. Non è nuovo da queste parti, si era parlato di lui anche l’anno scorso. Donadoni ha un rapporto molto stretto con Di Natale, sicuramente è stato vagliato dall’Udinese”.

All’andata il Bologna venne giustiziato da Zapata, il colombiano ha relegato in panchina Di Natale.

“Totò sta vivendo un addio prolungato, è certo che a maggio concluderà con l’Udinese. Ha avuto anti problemi fisici, di condizione, qualche mese fa disse addirittura di voler smettere a dicembre. E’ un campionato in cui non riesce a trovare spazio, per lui è una stagione di transizione in vista del futuro. In certi frangenti dalla panchina dà indicazioni quasi come fosse un allenatore”.

Nessuno screzio con Colantuono dunque.

“No, lo escludo. Non ci sono problemi”.

Tornando a domenica, partita importante per l’Udinese: si può chiudere il discorso salvezza e dimostrare una ritrovata salute?

“C’è un solo obiettivo per domenica: vincere. La vittoria in casa non arriva da tanto tempo, la squadra viene da tre pareggi consecutivi contro avversari forti ma manca ancora qualcosa. Con Empoli e Milan la squadra si è fatta raggiungere e c’è necessita di un ulteriore step.  L’Udinese poi ha raccolto pochissimi punti tra le mura amiche, considerando che questa è la stagione dello stadio nuovo c’è delusione”.

Quale giudizio dà al mercato invernale dell’Udinese?

“L’Udinese non ha mai fatto mercato a gennaio, il fatto che abbia dovuto comprare tre elementi di esperienza significa che in precedenza sono stati fatti errori. Mancava qualcosa in mezzo, avevano puntato su Iturra ma non è stato all’altezza. Personalmente, senza nulla togliere a Halfredsson e Kuzmanovic, per la mentalità della società avrei preferito veder rientrare qualche prestito che l’Udinese ha in giro per il mondo, ma serviva intervenire nell’emergenza. L’unico che può dare qualcosa in più è Ryder Matos”.

Il modello Udinese sta vacillando?

“Purtroppo qui la programmazione negli ultimi due o tre anni ha vacillato parecchio. Senza guardare al futuro è impossibile vivere serenamente il presente. Mi fa piacere che il Bologna abbia intrapreso la via dei giovani. Fare programmazione è fondamentale, devi avere un’ossatura centrale affidabile ma i talenti sono il futuro. L’unico vero talento qui sarebbe Widmer, ma nell’ultima stagione ha subito una involuzione”.

Quando si parla di Udinese non si può non affrontare il capitolo Dacia Stadium: soddisfatti del risultato finale?

“Assolutamente sì. E’ il primo step di un grosso progetto che ha in mente la società. La pista di atletica è stata eliminata, è stata introdotta la copertura completa e rifatti gli spalti.  La visuale è migliore, si è cercato di rendere vivo lo stadio anche con servizi di ristorazione. Il secondo step è sfruttare i metri quadrati di spazio interno per rendere la struttura fruibile tutta la settimana”.

Saputo studia il restyling del Dall’Ara, quanto uno stadio rinnovato può giovare alle casse di un club di Serie A?

“Quello è il futuro del calcio, le televisioni hanno veicolato il calcio in un determinato modo ma hanno allontanato la gente, il pallone si basa sui numeri, serve la longevità del bacino di utenti. In Italia sono quasi tutte strutture vecchie, bisogna ripartire dagli impianti perché lo spettacolo visto dal vivo è un’altra cosa. Oggi come oggi la tv ti permette di cogliere alcuni particolari che dal vivo non cogli, questo non va bene perché servirebbe unire intrattenimento e spettacolo. Il pubblico di oggi è esigente”.

Torniamo al campo. Come mai Kone a Udine non ha sfondato?

“Lo avevo seguito molto al Bologna ma qui lo abbiamo visto al 60% delle potenzialità, un peccato perché in A può fare la differenza. Purtroppo ha giocato male il Mondiale, è tornato che non stava bene, poi la scorsa stagione una lunga squalifica e acciacchi, non è mai riuscito a trovare continuità. Questo ha giocato a suo sfavore, quando abbiamo ceduto Pereyra lo avevo indicato come il sostituto ideale ma non è andata così”.

 

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