ESCLUS. TBW – Bertuzzi: “Vi racconto Svanberg, tra i più forti ’99 in Europa”

ESCLUS. TBW – Bertuzzi: “Vi racconto Svanberg, tra i più forti ’99 in Europa”

Fabrizio Bertuzzi, esperto di calcio internazionale e già scout di Bologna e Fiorentina, racconta le caratteristiche di Mattias Svanberg

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Acquisto non ancora ufficiale ma ormai dato per assodato. Mattias Svanberg dovrebbe diventare a breve un nuovo calciatore del Bologna sulla base di 5 milioni di costo del cartellino e quinquennale al ragazzo da 500mila euro. Abbiamo intervistato l’esperto di calcio internazionale Fabrizio Bertuzzi per delineare il profilo tecnico del giocatore.

Il Bologna ad un passo da Mattias Svanberg, mediano svedese classe 1999 del Malmo. Colpo a sorpresa di Riccardo Bigon, ci spieghi meglio le caratteristiche del ragazzo.

“Calciatore già pronto fisicamente più che discreto tecnicamente, tatticamente è un incognita essendo lui un centrocampista centrale di movimento in grado anche di fare il centrocampista esterno esclusivamente in un 442- In ogni caso credo che in un 352 possa fare bene la mezzala sinistra. Ha ottimi controllo e passaggio, una buona coordinazione e discreta progressione, da migliorare assist e cross, bene invece il dribbling. E’ in miglioramento, netto, la fase di non possesso”.

Qualcuno lo ha paragonato a Fredrik Ljungberg, l’accostamento ci può stare?

Secondo me Ljunberg era un’altra cosa, Svanberg è un giocatore con buon passo in grado di fare la differenza in mezzo al campo ritagliandosi spazio per vie centrali, ma anche sull’esterno, non ha oggi la capacita finalizzativa o di assistenza di Ljunberg”.

Possiamo definirlo un talento emergente, un ragazzo dal sicuro avvenire?

“Talento emergente sicuro, dopo Alexander Isak classe ’99 della nazionale svedese comprato dal Borussia Dortmund per 10 milioni di euro, dopo che un anno prima fece un provino di una settimana a Bologna, Svanberg è sicuramente il ’99 piu forte in Svezia e uno dei più forti in Europa tra i pari età”.

Si parla di circa 5 milioni di euro e di un Bologna che avrebbe bruciato la concorrenza di grandi club europei. Si può considerare un affare per i felsinei a questa cifra?

“Sono investimenti. Ad affossare le società sono i costi fissi, dei dipendenti, spesso pletorici, e degli ingaggi spesso esagerati dei calciatori. Un ragazzo svedese seppur di qualità costa al massimo 400-500 netti annui, Krafth il primo anno prendeva 200 mila euro netti. Anche se fossero 5 milioni di cartellino su 5 anni incidono per 1 milione ad esercizio e c’è una alta probabilità di crescere un giocatore vero”.

Pensa possa essere pronto per il grande salto nel calcio iper tattico della Serie A?

Non lo so, la qualità di adattamento mentale all’ambiente la impari dopo. Sicuro, essendo un nazionale fisso, non è uno stupido, la fisiognomica mi fa pensare a un ragazzo sveglio e gli atteggiamenti in campo denotano personalità. Ai posteri l’ardua sentenza”.

Sempre in tema Svezia e Bologna, come giudica le recenti stagioni di Krafth ed Helander al Bologna? Soprattutto il secondo ha progressivamente perso minuti…

“Krafth ed Helander sono stati acquisti di qualità del Bologna, soprattutto per la combinazione tecnica/economica. Il primo ha risentito di un infortunio pesantissimo che ha rischiato di comprometterne la carriera, ha solo 23 anni e in quel ruolo io mi ricordo il brasiliano Mancini e Cuadrado in giovane età fare fatica. Helander nell’europeo under 21 vinto dalla Svezia qualche anno fa, non troppo, fu nominato miglio difensore centrale del torneo. Credo sia questione di tempo. Giocare nella linea di difesa in Italia è durissima“.

Pensa possano lasciare i rossoblù in questa finestra di mercato?

“Mi auguro di no anche se so che entrambi sia in italia che all’estero hanno tanti estimatori, ma a mio parere hanno un 50% di non detto che potrebbe sorprendere anche il critico spettatore bolognese”.

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