E se una sfida a distanza Zanetti-Saputo facesse bene alla città?

E se una sfida a distanza Zanetti-Saputo facesse bene alla città?

Virtus di nuovo in A1 e con un proprietario forte alle spalle: la sfida a Saputo è appena iniziata. Se la voglia di battersi a distanza, e con due sport diversi, riaccendesse una intera città?

Mai e poi mai avrei pensato di vedere Massimo Zanetti così entusiasta e gioioso per una promozione di una squadra di basket in Serie A1. A Basket City è successo anche questo, e ogni virtussino dovrà, almeno stavolta, dire grazie anche a lui oltre che al coach, allo staff tecnico e alla squadra. Dopo la retrocessione, è stato Alberto Bucci (grande santone della pallacanestro bolognese) a tessere le fila ed evitare che la Virtus si disgregasse nel momento di massima difficoltà, durante la stagione determinante il lavoro di Ramagli e l’apporto di una squadra ben costruita nonostante le premesse non edificanti, ma il tassello decisivo – che ha ridato alla V il suo status di sempre – lo ha messo Zanetti, fornendo al club un presente e un futuro importanti.

Ora che la promozione è stata conquistata, e passato il giorno di festa che inizierà stasera in Piazza Maggiore per poi proseguire in un locale della periferia, si dovrà subito pensare alla prossima stagione. Con la potenza di fuoco di Massimo Zanetti, la Virtus già da subito può issarsi nelle zone che contano del campionato di massima serie, dando un primo scossone a una Lega ancorata agli investimenti sbagliati di Milano e monca di tutte le piazze storiche e prestigiose che ancora navigano in A2. Onestamente, è superfluo ora fornire giudizi su chi tenere e chi no dell’attuale roster (in linea di massima sì a Umeh, Lawson, Rosselli, Ndoja e Gentile, Spissu tornerà in Sardegna) e su chi andare a prendere sul mercato (i nomi di Aradori, Gentile e Landry danno l’idea delle ambizioni V) mentre può essere più importante pensare che il buon Massimo Zanetti stia cercando di prendersi una bella rivincita sul rivale Joey Saputo. Spieghiamoci ed evitiamo incomprensioni. Non sono paragonabili i costi di una squadra di calcio rispetto a quelli di una squadra di basket, ma è logico pensare che nella mente di Mr. Segafredo alberghi la voglia di costruire una Virtus di nuovo di vertice, magari facendola tornare la più vincente di questa epoca storica a Bologna. D’altronde, il Bfc non vince uno scudetto da 53 anni, la Virtus invece lo portava a casa 16 anni fa. E dopo aver perso la partita rossoblù, Zanetti potrebbe vincere quella a distanza con Saputo: Segafredo al timone di una squadra vincente e Saputo al volante di un club disposto solo a salvarsi tranquillamente.

Ma siccome su queste pagine è la città di Bologna a contare e non il campanilismo interno, non è così irrazionale pensare che un Zanetti pronto a investire – e a far tornare qualche trofeo nella bacheca bianconera – possa spronare il canadese ad alzare l’asticella del Bologna Calcio. Non si chiede lo Scudetto al Bfc, ma almeno un rendimento più entusiasmante rispetto a quello dell’ultima stagione. Se negli spogliatoi di qualsiasi squadra professionistica si dice che la competizione interna aumenti il valore complessivo, all’interno di una città profondamente imprenditoriale il ritorno di determinate ambizioni sulla sponda cestistica può spronare tutti quanti a dare qualcosa in più. Zanetti, mai realmente amato dai tifosi rossoblù, può diventare uno dei più sostenuti del mondo virtussino. Saputo, dalla sponda pallonara, rimarrà insensibile ai possibili trionfi del rivale trevigiano? Difficile dare una risposta, ma da sempre, quando a Bologna si è accesa la rivalità tra imprenditori, si è poi arrivati a risultati di un certo tipo e di un certo prestigio. E’ un discorso che vale anche per la Effe, che non potrà stare a guardare il ritorno della Virtus senza reagire. Insomma, una città che e a fine anni novanta aveva una squadra di calcio in Europa e due di basket a giocarsi l’Eurolega non può rimanere insensibile ad eventuali nuovi investimenti di Massimo Zanetti. E con i 4 milioni messi nel Bologna qualche anno fa può, alla Virtus, costruire una squadra da primi 4-5 posti. Quello che più conta è che la città di Bologna, ora, ha di nuovo almeno una rappresentante nei due sport più praticati d’Italia. Manca la terza e mancano ancora i trofei, ma avere imprenditori di fama internazionale alla guida dei rispettivi club è già una bella base di partenza. Ora, per favore, seguano adeguati investimenti.

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