E’ il momento delle due punte: quando una difficoltà va vista come una opportunità

E’ il momento delle due punte: quando una difficoltà va vista come una opportunità

L’assenza di Di Francesco apre le porte alle due punte: da ricomporre il rapporto tra Donadoni e Destro

Le difficoltà a tanti non piacciono, proprio perché, tali per definizione, ti possono costringere a un momento duro e difficile da raddrizzare. Ma per ovviare al meglio agli intoppi è sempre necessario guardare tutto da un’altra prospettiva. Serve trovare il modo giusto di affrontare un ostacolo, o addirittura aggirarlo. L’assenza di Di Francesco può pesare nell’economia di un Bologna che fatica non solo a segnare ma a tirare. E se invece si rivelasse una opportunità?

Il Bologna essenzialmente ha due impellenti problemi: risolvere la questione offensiva e ridare a Mattia Destro un ruolo centrale nello scacchiere tattico. La cura può esser racchiusa in una sola mossa. Un trequartista e due punte. Semplice, basilare, chiaro, ma molto più efficace che piazzare Ladislav Krejci largo a sinistra al posto di Federico Di Francesco. Se non altro per la pericolosa involuzione dell’ala in quel di Bologna: da valore aggiunto a inizio anno scorso, a giocatore impacciato, lento, poco preciso e con decisamente meno coraggio adesso. E allora diventa inutile la preclusione verso il modulo con un trequarti a supporto di due attaccanti che, tra l’altro, ben si sposano tra loro. Verdi, miglior marcatore della squadra e colui che più tira in porta, alle spalle del leader massimo Palacio – che si assume le responsabilità di far giocare e salire la squadra – e dell’attaccante che è stato il capocannoniere dei rossoblù negli ultimi due anni, Mattia Destro. Insomma, il Bologna non tira e non segna? Si cerchino meno le fasce prediligendo le imbucate centrali, le verticalizzazioni e la pericolosità dei nostri giocatori di maggior talento. La tecnica di Verdi può essere sfruttata sia per la conclusione da fuori che per le assistenze ai compagni, Palacio avrà il compito di sgravare la truppa da lavori di fatica e lotta, mentre Destro dovrà farsi trovare pronto dove gli riesce meglio: in area di rigore.

La stagione, inoltre, era iniziata su un modulo che appunto prevedeva il trequartista, ovvero Falletti, poi cambiato drasticamente in corsa dopo l’infortunio dell’uruguaiano e la scoppola con il Cittadella. Il 4-3-3 ha ridato momentaneamente verve e risultati alla squadra, ma dopo 4 sconfitte e un infortunio pesante, è lecito aspettarsi qualcosa di diverso. Anche perché non sta scritto da nessuna parte che Verdi non possa fare il trequarti, così come non è ancora certificata l’irrecuperabilità di Mattia. Anzi, proprio tra lui e Donadoni dovrà riscoppiare l’armonia, quella di un Bologna-Empoli 2-3, quando Destro, in rete per il momentaneo pari, corse verso la panchina ad abbracciare tutti, Donadoni compreso. Quell’entusiasmo, quella voglia, quell’armonia, sono forse le chiavi di volta di un Bologna che appare eternamente espressione di un potenziale incompiuto. E chissà che da una fase difficile non possa partire una rinascita con basi diverse, forse impensabili fino a poco tempo fa anche nella mente del mister. Ma tanto vale provare qualcosa di diverso piuttosto che rimanere fossilizzati sulle solite prestazioni e sui soliti modesti risultati. Una scintilla che faccia ripartire il motore. Di questo ha bisogno il Bologna.

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