Disfattismo cronico

Disfattismo cronico

Mercato insufficiente, giocatori sfuggiti alle grinfie di Bigon e avversarie scatenate: è già tutto da buttare

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Non si vuole essere positivi a prescindere, solo razionali. Per questo motivo si fatica a capire il disfattismo cronico.

Questa è la fase in cui qualsiasi mossa del Bologna risulta sbagliata. Santander se era buono non sarebbe venuto, lo scambio Falcinelli-Di Francesco è una sciagura, la cessione di Verdi non ne parliamo neanche: e se si provasse a vedere un Bologna che si muove sulla base delle indicazioni del proprio tecnico? Ceduto Verdi per poter avere risorse da investire sul mercato, il diesse Bigon in maniera neanche tanto criptica ha lavorato in funzione del 3-5-2 di Inzaghi. Ha preso due punte di peso (Santander e Falcinelli), ridotto il comparto degli esterni di attacco e introdotto un ottimo primo portiere e due difensori di stazza che con il neo tecnico potrebbero fare bene (Dijks e Paz).

Guardavo l’altro giorno il tabellone del calciomercato e le competitors del Bologna si sono mosse in maniera nettamente inferiore rispetto ai rossoblù, eppure qui è già tutto da buttare. Ad esempio lo scambio Di Francesco-Falcinelli. Sì, il Bologna si priva di un giocatore classe 1994 di talento e futuribile e ne prende uno classe 1991 già fatto e finito, ci avrà rimesso? Forse no. Di Francesco nel 3-5-2 non sarebbe esploso comunque (da esterno di centrocampo risulterebbe fuori ruolo, da seconda punta Inzaghi forse non lo avrebbe schierato), dall’altra parte Falcinelli in carriera ha sempre reso meglio a due punte e il Sassuolo gioca 4-3-3. Se ognuno si fosse tenuto i propri giocatori tra un anno i club si sarebbero ritrovati al punto di partenza. Inserendo invece i due in contesti tattici appropriati, probabilmente tra un anno sia Bologna che Sassuolo saranno soddisfatte dell’operazione. Perché invece continuiamo a essere scontenti come se Di Francesco arrivasse da una annata da doppia cifra di gol? E’ un dispiacere vederlo andare in un’altra squadra, ma se non è esploso qui è anche per via dell’allenatore precedente che ha prodotto una stagione da censurare sia per risultati che soprattutto per scelte tattiche.

C’è poi la folle rincorsa al nuovo acquisto, al top player a cui Fenucci ha deliberatamente rinunciato. ‘Non ci possiamo permettere operazioni da 25 milioni di euro’, la frase dell’Ad e subito caterve di insulti. In realtà appare tutto molto razionale: se si è ceduto un giocatore a 25 milioni di euro perché il Bologna dovrebbe reinvestire la stessa cifra su un’altra pedina? Tanto valeva tenere l’originale. Il marasma mediatico produce certo opinioni, ma molto spesso preconcetti. Si pre-giudica tutto quello che avviene. Vale anche sul tema del reinvestimento delle risorse derivanti dalle cessioni, al momento non quantificabile per un semplice motivo: plusvalenze non è uguale a flusso di denaro in cassa. Esempi? Verdi ceduto a 20 milioni di euro, ma in quante tranche pagherà il Napoli? Mica tutto in una unica…Altro esempio? Ferrari. L’obbligo di riscatto sarà tra dodici mesi. Insomma, le plusvalenze del Bologna si aggirano attorno ai 40 milioni di euro, ma come flussi di cassa ce ne saranno molti meno. Eppure il club ne investirà 4.5 più bonus (cioè 6 totali) per Santander e 5 per Skorupski. Esiste, inoltre, l’ansia da mercato, da giocatore sfumato come se il Bologna dovesse comprarli tutti. Sì, Stulac va al Parma, ma se lo avessimo preso come lo avrebbero bollato alcuni? Insomma, resta una bulimia soggettiva che porta spesso lontano dalla realtà, l’ansia da mercato che distrugge sogni e fantasie e che soprattutto porta sempre a un disfattismo generale. Come se a Saputo del Bologna non gliene fregasse nulla e se si retrocede amen. Non è esattamente così…

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