Destro tra infortuni e mal di pancia: ma è sbagliato metterlo in discussione

Destro tra infortuni e mal di pancia: ma è sbagliato metterlo in discussione

L’attaccante ancora alle prese con il problema al polpaccio, dovevano esser due settimane ma il recupero è stato ritardato, oggi è ritornato in gruppo. Oltre ad essere criticato perché sempre infortunato. Ma è davvero così?

Quando si tratta di Mattia Destro i tempi di recupero tendono a dilatarsi. Sappiamo tutti dei problemi sorti dopo la frattura alla falange rimediata a San Siro che hanno posticipato il suo rientro, una crepa tra lui e lo staff medico del Bologna che fatica a sanarsi e che probabilmente è alla base di questo nuovo ritardo.

I professionisti che seguono Destro sono più prudenti rispetto a quelli che accudiscono il Bologna intero, da qui un continuo tira e molla sul da farsi. Dal punto di vista professionale, si chiede comunque uno sforzo a Destro, un sacrificio, ovvero provare anche a giocare sul dolore come magari hanno fatto altri nel Bologna. Ci sta, ma quel polpaccio va comunque preservato dopo le complicazioni estive ed è forse meglio non avere Destro per una partita in più che rischiare di perderlo per un periodo maggiore. Non è un delitto pensare che Mattia possa servire al Bologna dopo la sosta, quando il calendario presenterà cinque scontri diretti da non fallire e da affrontare con il bomber titolare davanti.

Sappiamo della strategia del Bologna: puntare sul top player della squadra come leader indiscusso dell’attacco. La critica a questa filosofia è altrettanto chiara: la rosa davanti è scoperta e senza alternative. Dove sta la verità? Forse nel mezzo. Innanzitutto, il vero sostituto di Destro, ovvero il nigeriano Sadiq, è stato acquistato infortunato, tornando abile solo ad ottobre e con pochi minuti nelle gambe. Se fosse stato pronto da subito probabilmente avrebbe anche segnato qualche gol nelle sue apparizioni. Altra tegola, l’infortunio di Verdi. Sì, perché Verdi ha giocato da esterno ma presenta evidenti caratteristiche da punta. Una sorta di Di Vaio, attaccante in grado di costruirsi un gol da solo. E in effetti, con i suoi 4 gol, Verdi aveva ampiamente sostituito alla grande la vena realizzativa di Destro. Badate bene: Verdi non è il sostituto di Giaccherini, ma un elemento che andasse a coprire una falla a destra una volta deciso che Mounier non avrebbe fatto più parte dei progetti tecnici del mister. Al posto di Giak gioca Krejci.

Infine, gli infortuni. Destro è sempre rotto, il Bologna ha sbagliato a puntare su un attaccante di questo tipo: questa la sintesi dei più critici. Ora, fermo restando che quando Corvino mise a segno il colpo la maggioranza dei tifosi si dimostrò contenta, Destro è davvero soggetto ad infortuni? A memoria ricordarsi gli ultimi 5-6 anni è difficile, mi sono dunque appoggiato ai dati di transfermarkt. Da quando è in Serie A, effettivamente Destro ha all’attivo solo due stagioni da 30 partite (Siena 2011/2012 e Roma-Milan (2014/2015). Al debutto in A al Genoa Destro giocò 16 partite poi venne fermato da problemi muscolari, era il 2011, nel 2012/2013 a Roma giocò 21 partite e l’anno successivo idem. In apparenza può apparire fragile, in realtà negli ultimi sei anni Destro ha avuto solo due problemi muscolari (Genoa e Bologna quest’anno), mentre gli altri infortuni sono stati di gioco. Lesione del menisco sinistro in semifinale di Coppa Italia contro l’Inter nel 2013 e appunto la frattura della falange sempre contro in nerazzurri. C’è di più, quella lesione al menisco tolse di mezzo Destro a gennaio 2013 fino a fine stagione e ne pregiudicò anche l’inizio di quella successiva, da qui il risultato di due stagioni consecutive da 20 partite e spiccioli. Alla luce di tutto ciò, è lecito chiedersi che rendimento avrebbe avuto Destro senza quel pestone di Miranda, se davvero ora non sarebbe un leader indiscusso della squadra nonché idolo assoluto delle folle. Metterlo in discussione, per come è costruito il Bologna, non ha senso: con Donadoni viaggia ad una media di un gol a partita, e quando manca i rossoblù non vincono mai. Un giocatore così serve come il pane.

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