Crotone vale una finale. Sabatini Ds: era tutto vero

Crotone vale una finale. Sabatini Ds: era tutto vero

Oggi il Bologna allo Scida non può fallire, ma la partita non sarà facile come quella di Pescara. Intanto è arrivata la conferma sulla veridicità delle voci su Walter Sabatini Ds del Bologna, poi non è andata…

Partiamo dal campo. La partita dello Scida è una specie di finale per il Bologna. Intendiamoci: non ci si gioca la salvezza in un singolo match e il margine è abbastanza ampio, ma una larga fetta di pubblico pretende un atteggiamento diverso da parte dei giocatori rispetto a quanto visto a Torino. Ecco allora che il Bologna oggi dovrà mordere i ‘garretti’, bruciare l’erba, mangiarsi il pallone e possibilmente sradicarlo con continuità dai piedi degli avversari. E oltre alla questione ‘mandare un segnale alla piazza’, ultimamente parsa più insofferente del solito verso le prestazioni della squadra, c’è quella relativa alla necessità di fare risultato. Perdere contro una delle ultime tre aprirebbe, di fatto, i processi e anche le speranze salvezza di chi sta in fondo, tutto quello che il Bologna deve evitare. Inoltre, per fare risultato allo Scida servirà di base un atteggiamento da gladiatori, perché i calabresi sono più coriacei e preparati del Pescara di dicembre, su cui i rossoblù hanno passeggiato in scioltezza. Sarà probabilmente una partita molto più complicata, da veri uomini, che merita in sostanza un atteggiamento da finale di Champions senza se e senza ma. Una volta fatto questo, il Bologna potrà far valere il suo maggior tasso tecnico, altrimenti la voglia e la determinazione crotonesi colmeranno questo gap a loro vantaggio. Difficile pensare ad una bella partita, appunto per questo conta la ferocia di chi arriva primo su un pallone.

Capitolo società. Walter Sabatini, ospite di Ottavo Scudetto su E’-tv (bel programma, ottimi contenuti e ritmo) ha di fatto ammesso quello che noi tutti sapevamo: quest’estate è stato ad un passo da diventare nuovo Ds del Bologna. Si è incontrato con Saputo a casa di Fenucci a giugno 2016, di conseguenza quando i media parlavano del suo approdo in rossoblù di inventato non c’era nulla. Bigon è stata dunque una seconda scelta, dettata dal fatto che Sabatini non era stato liberato da Pallotta e quindi avrebbe dovuto lavorare nell’ombra per qualche mese. Un Ds per interposta persona in sostanza; ma al Bologna la soluzione sarebbe andata bene, a Sabatini stesso no. Ma ora, guardando al futuro, il fatto che Sabatini sia libero riapre uno scenario di mercato in vista dell’estate? Sabatini Ds a giugno, l’ennesimo cambio dirigenziale che porterebbe il tassametro a quattro direttori sportivi cambiati in tre anni e mezzo? L’ipotesi, forse, non è così campata in aria…

 

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