Cosa non vi piace di questo Bologna?

Cosa non vi piace di questo Bologna?

Da settembre a oggi si è passati dall’entusiasmo contagioso alla depressione più acuta. Il motivo è il sedicesimo posto in classifica, ma l’analisi dovrebbe essere più profonda.

Solo critiche alla squadra dopo la dura sconfitta di Roma, il progetto è ampiamente in discussione, in tutti i suoi confini. Saputo ha speso troppo e male, oppure spende poco per la squadra ed è concentrato sulle strutture, oltre al solito ‘qui non siamo in Canada dove non si retrocede’. Le contraddizioni della critica sono evidenti. Poi ci si sposta sull’aspetto tecnico, la crescita graduale non è percepita dopo 4 punti raccolti in 7 gare e sole 4 vittorie nelle ultime 25 partite.

Analizzando i freddi dati il rendimento non può essere difendibile, ma scandagliando più in dettaglio la situazione si nota come da marzo 2016 ad oggi il Bologna abbia navigato sempre acque tempestose. Perché? La frattura al piede di Destro, alcune decisioni arbitrali strambe e la sequenza di infortunati dell’ultimo mese – che coincide esattamente con la crisi di risultati della squadra – sono tutti aspetti che hanno portato il mister, dalla scorsa primavera ad oggi, a non avere mai una formazione titolare tipo se non nell’avvio del campionato 2016/2017, che è coinciso con il momento migliore di questa stagione. Non abbiamo una controprova, ma il Bologna al completo ha dimostrato di poter fare una buona stagione. Ovvio, con 5 titolari infortunati stenta, anche se i punti persi o ‘rubacchiati’ negli ultimi trenta giorni sono decisamente tanti. Aggiungeteli alla classifica e l’umore cittadino sarà ribaltato.

Ma siccome il sedicesimo posto in classifica getta nel tritacarne tutto, è logico chiedere ai tifosi cosa non piace di questo Bologna. Non piace che una squadra monca stenti o che gli arbitri abbiano negato diversi punti? Non piace che i ragazzi abbiano buttati vittorie o che non siano riusciti ieri sera a tener testa ad una delle migliori formazioni del campionato? Non piace il lavoro fatto in estate o proprio la gestione Saputo, rea di non aver prodotto una crescita imponente dei risultati? Andiamo con ordine. Sul lato tecnico la squadra è difficilmente giudicabile per tutte le attenuanti citate sopra, oltretutto giunte nella fase più dura di calendario e con diversi punti comunque gettati. Un quadro più chiaro del campionato che potrà fare il Bologna lo avremo a dicembre, al termine del ciclo più morbido. Esempio: se il Bologna facesse 10-11 punti in questa fase, chiudendo a 24 il girone di andata, che giudizio daremmo alla squadra? La proiezione farebbe 48, ampiamente in linea con gli obiettivi societari.

Se invece la platea pretenderebbe investimenti maggiori da parte di Saputo sulla squadra, probabilmente non tiene conto del fatto che il Bologna viene da un pregresso importante a livello di bilancio e che sarebbe del tutto inutile investire vagonate di milioni per salvarsi. Perché spendere 30 milioni di euro l’anno sulla squadra se la proprietà non ha ancora fissato obiettivi europei? A che servirebbe fare il passo più lungo della gamba per poi andare all’indietro come i gamberi? Senza una sua solidità economico-finanziaria per competere sia in Europa che in Italia il club non farebbe altro che generare ulteriori buchi di bilancio, i quali obbligherebbero Saputo ad andare al risparmio nelle stagioni successive. Non piace la gestione canadese? Bene, ma occorre sempre ricordare dove eravamo e con quali personaggi. I risultati attuali non stuzzicano la mente? Critica corretta, ma se tra un mese la classifica fosse profondamente diversa quali opinioni produrrebbe la piazza? Si possono criticare, come ovvio, alcune scelte tecniche, ma il chairman è quantomeno esente da colpe, fa il presidente di una squadra di calcio, lui stesso ammette di non essere ferratissimo in materia di tattiche e giocatori e di conseguenza si affida a dirigenti che reputa capaci. Lui ci mette il denaro, ed è esattamente quello che la città desiderava da anni. Da ferreo sostenitore di Corvino potrei dunque criticare duramente Bigon, non lo faccio perché giudicare il Bologna ora è come mandare una modella a Miss Italia totalmente struccata, appena sveglia e con le occhiaie. Rifacciamo il trucco e vediamo, se anche allora il Bologna sarà pieno di rughe potremo aprire i processi stagionali.

2 commenti

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  1. RossaRossoBlù - 1 mese fa

    Si ribadisce sempre che i giocatori guadagnano troppo ed è incontestabilmente vero, per questo motivo non gli si concedono attenuanti, tuttavia bisognerebbe ricordarsi che sono comunque esseri umani i quali hanno la propria sensibilità…credo che il non riuscire ad ottenere risultati positivi, specialmente nelle partite in cui la vittoria è sfuggita quando mancava pochissimo alla fine, incida molto nel morale di una squadra: secondo me nemmeno la persona più fredda e sicura di se stessa, è immune dal perdere convinzione nei propri mezzi.

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    1. Manuel Minguzzi - 1 mese fa

      Anche perché i tanti infortuni di giocatori di esperienza hanno inevitabilmente influito sulla mente di tanti ragazzi. Un conto è avere Helander a guidare la difesa, un altro è avere Maietta o Gastaldello. I senatori servono da appiglio ai giovani nei momenti di difficoltà, senza di loro è ovvio essere spaesati e meno sicuri.

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