Confusione disarmante

Confusione disarmante

Bologna sconfitto immeritatamente a Empoli al termine di una partita surreale, ma il post match non chiarisce la linea societaria pur con una gradita ammissione di responsabilità

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Inzaghi sì, Inzaghi no, Inzaghi ni. Bologna terzultimo, ma la dirigenza appare confusa nel gestire la preoccupante situazione. Il tecnico con il Milan ci sarà?

Andiamo con ordine. La partita è stata a dir poco surreale. Buon Bologna nel primo tempo, Empoli immeritatamente in vantaggio poi Poli appare raddrizzare la situazione. Il secondo tempo, invece, è l’emblema della stagione. Pippo azzarda qualche cambio modificando una squadra che sta disputando un buon match, gli avversari trovano il gol ancora col classico schema che mette sotto scacco la difesa sugli esterni – tra l’altro sempre con la componente sfortuna perché il tiro di Zajc diventa un assist – infine, nell’arrembaggio coraggioso e volitivo rossoblù, succede di tutto tra rimpalli, tiri salvati sulla linea e mischie furibonde in cui la palla non vai mai dove dovrebbe andare, cioè verso la porta. Insomma, i segnali di un epilogo infausto sembrano esserci: Bologna mediocre e anche sfortunato, la tempesta perfetta.

In tutto ciò, la dirigenza non sembra trovare mai la giusta chiave di volta per risolvere situazioni difficili. Settimana scorsa ha parlato Fenucci, a caldo la decisione del ritiro poi rivista pochi giorni dopo, oggi ha parlato Bigon, rincarando il carico di confusione sulla gestione tecnica del club. Apprezzabile l’assunzione di responsabilità, sicuramente è già qualcosa, molto meno il resto dell’intervista tra stentate difese del percorso intrapreso e indecisione sul futuro di Inzaghi. A domanda diretta Bigon non ha blindato il tecnico, di fatto lasciando intendere che il Bologna debba ancora decidere e valutare. Esattamente ciò che in questo caso sarebbe meglio evitare: lasciar trapelare indecisione e confusione. In sintesi, Inzaghi è in bilico, ma anche no. Alzi la mano chi ci ha capito qualcosa. Probabilmente, se si sta ancora valutando, e può anche essere legittimo per non prendere decisioni a caldo, meglio evitare la stampa e poi eventualmente comunicare successivamente ogni scelta. Se l’arrivo di Bigon in mixed zone doveva produrre un messaggio chiaro e forte da parte della società l’intento è andato disperso sul punto principale: la permanenza o meno di Inzaghi. Bigon ha affermato che ha fiducia nel tecnico, ma non ha assicurato che contro il Milan sarà ancora sulla panchina. Basta questo a sancire la confusione. La domanda, allora, sorge legittima: c’è qualcuno in grado di prendere una decisione chiara e decisa in società?

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