Cinque punti, ma nessuno dice niente

Cinque punti, ma nessuno dice niente

Due soli punti conquistati nelle ultime tre partite, ma cinque persi che nessuno ci ridarà. Colpa del Bologna e…degli arbitri.

Dopo Bologna-Genoa facevo parte di una minoranza, quella dei lamentosi verso gli arbitri. Ora forse c’è una maggioranza abbondante. La differenza è rappresentata da Lazio-Bologna, in cui un errore di Mazzoleni ci condanna al pari, ma il peccato originale è nostro per aver lasciato incustodito un pallone facile in area di rigore. Ma sempre di errore si tratta, e la somma dei punti sottratta al Bologna inizia ad essere importante: 5 punti, i rossoblù potrebbero essere a quota 17 al quinto posto.

Di conseguenza, invece dei titoloni sui giornali nazionali relativi ad un Bologna in zona Europa, alla vera sorpresa del campionato, ci ritroviamo nella terra di nessuno dove ad essere incensato è Alessandro Matri, capace di aver siglato il pari dei neroverdi domenica sera. Della serie: hai capito questo Sassuolo che può permettersi il lusso di tenere in panca uno che ha giocato nella Juve e nel Milan? Ricapitolando. Maresca e i suoi assistenti negano un rigore a Destro contro il Genoa, oltre ad una gestione dei cartellini non idonea, Mazzoleni nega il successo a Roma consigliando un penalty inesistente mentre Irrati non vede un rigore solare su Verdi. In questo ultimo caso, non si capisce come mai ci si sia soffermati sull’intervento di Cannavaro nel secondo tempo, duro ma sulla palla, e non sull’evidente sgambetto di Magnanelli nella prima frazione. Quello era il rigore da dare, sacrosanto e lapalissiano. Ora, fermo restando che i rigori si possono pure sbagliare, il Bologna per torti arbitrali può lamentare un deficit di cinque punti in classifica. A quota 17 la salvezza sarebbe un altro mattone su una casa ormai finita, a quota 12 la prospettiva è totalmente diversa. Certo, in alcuni casi l’errore arbitrale può essere alibi (la sciagura di Roma e non aver raddoppiato domenica) ma sempre di sviste si tratta, guarda caso costantemente a nostro sfavore.

Il Bologna, come sappiamo, ha scelto la linea del silenzio, sperando incautamente in una compensazione naturale a lungo termine per la teoria basata sul motto ‘gli errori arbitrali alla fine si elidono’, quando invece non è affatto così. Questi 5 punti non li ridarà nessuno, forse nemmeno due o tre, perché da quando seguo il calcio con una coscienza che mi permette di capire regole e gioco, nessuno ha mai dato al Bologna un rigore inesistente. Mi ricordo solo un gol di mano di Guly in un Bologna-Udinese, diresse Tombolini che poi puntualmente da opinionista televisivo ha sempre castigato il Bfc nelle sue moviole. Il Bologna tace, ma forse sbaglia perché questo silenzio sembra abbia solo moltiplicato gli errori invece di eliderli. Non è al momento una equazione esatta quella basata sul silenzio, anzi, siamo ormai all’errore sistematico. Mercoledì arbitrerà Pasqua, con cui abbiamo ottimi precedenti, ma l’addizionale di porta sarà Rocchi, e sappiamo quanto gli assistenti possano incidere in negativo su un arbitraggio. Speriamo fili tutto liscio.

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