Chi fermerà la Real Atalanta?

Chi fermerà la Real Atalanta?

Domenica al Dall’Ara arriva l’Atalanta dei record, già accostata in queste ore alla favola Leicester. E se a fermarla fossimo proprio noi?

Pare che il Bologna si stia preparando ad una sfida contro una big della Serie A. Invece arriva l’Atalanta, squadra che a inizio stagione aveva più o meno la stessa ambizione dei rossoblù: salvarsi tranquillamente. Invece, dopo una striscia di cinque vittorie consecutive e sette nelle ultime otto – senza mai perdere – la Dea si è issata in zona Champions League, strappando titoloni su quella che può essere la nuova Leicester meteora. E pensare che Gasperini a metà settembre era praticamente un allenatore esonerato se non avesse vinto sul neutro di Pescara contro il derelitto Crotone. Come cambia il vento in Serie A, soprattutto: se riesci ad azzeccare una striscia di risultati prendi l’ascensore e ne scavalchi parecchie.

Ora, è lecito invidiare l’Atalanta e la sua posizione di classifica (pensate che entusiasmo sotto i portici con un Bologna terzo) ma è anche vero che a Bergamo fino adesso c’è stata una pazienza che qui difficilmente potremo avere. I nerazzurri hanno iniziato malissimo, con Gasperini che prima ha bisticciato con Sportiello e inserito Pinilla nei panchinabili poi è decollato. Ce l’ha fatta perché la piazza ha avuto la pazienza di aspettare il lavoro di un mister capace – forse da me sottovalutato come il resto della squadra – e la società il coraggio di andare avanti senza esoneri. Pensate a quali critiche feroci sarebbero piovute sul Bologna dopo un inizio come quello orobico, sul progetto di Saputo, sul nuovo Ds, sul mister. Si sarebbe instaurato un clima di sfiducia che non avrebbe giovato alla crescita dei giovani, aspetto che invece sta portando l’Atalanta alle vette italiche. Sì, perché alla fine la Dea ha una rosa giovane, punta sulla freschezza e sui talenti esattamente come sta tentando di fare il Bologna, il tutto mettendo in panchina due attaccanti del calibro di Paloschi e Pinilla. Stanno andando meglio e sicuramente mai mi sarei aspettato il Bologna di Saputo dietro l’Atalanta, ma nel mezzo c’è un mese di infortuni che inevitabilmente ha inibito i risultati dei rossoblù. Se ripetiamo spesso che tanti punti sono stati persi è perché evidentemente il Bologna poteva essere nelle parti altissime, magari con tre punti in meno rispetto ai nerazzurri. La domanda è: a Bologna ci sarebbe stata la stessa dose di pazienza?

Inutile ormai pensare a quello che è stato, meglio concentrarsi sulla sfida di domenica. Per il Bologna c’è la possibilità di interrompere la striscia, sia per motivi puramente statistici (se continua così l’Atalanta va in Champions) sia per una questione di stimoli. All’Atleti Azzurri d’Italia è stata fatta grande festa domenica, quasi come a considerare la vittoria contro la Roma la ciliegina sulla torta di un periodo fantastico e irripetibile. Chissà allora che, per una volta, non sopraggiunga l’effetto contrario: una sorta di inappetenza per via di una pancia troppo piena. Rilassarsi un attimo sul divano dopo aver compiuto una storica e faticante impresa lavorativa. Lo scarico emozionale al termine di un ciclo d’oro. E poi sette giocatori nerazzurri andranno in nazionale per lo stage di Ventura e torneranno tra mercoledì e giovedì, una sorta di ulteriore premio. In poche parole: troppa festa in casa bergamasca…

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