Caro Pippo, vai avanti per la tua strada

Caro Pippo, vai avanti per la tua strada

Bologna terzultimo, piazza in agitazione, dirigenza in fibrillazione: Pippo, vai avanti con la tua testa

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Inutile descrivere la situazione attuale in casa Bologna: i media, tra giornali e siti, l’hanno ricostruita in tutte le salse dopo il pareggio con la Fiorentina. Il futuro di Inzaghi è appeso ai risultati delle prossime due giornate, e a deciderne il futuro sarà chi è pagato per farlo: ovvero l’amministratore delegato del club.

Ribadita la situazione contingente con cui Pippo deve convivere, il Bologna ora ha bisogno di fare punti importanti non solo per salvare la panca al tecnico, ma anche per non mettere a repentaglio la salvezza. Servirebbe arrivare al mercato di gennaio ancora in scia alle rivali e lì agire meglio delle altre (Bigon sarà in grado?). Qui, apriamo una parentesi. Al netto di quello che viene percepito dall’interno, come le altre piazze vedono il Bologna sul mercato di gennaio? In sintesi, Frosinone, Spal, Udinese, Empoli ecc. potrebbero vedere nel Bologna della ricca famiglia Saputo un club che, in caso di necessità, sarebbe in grado rinforzarsi in maniera decisiva sul mercato. Perché noi, da qui, dovremmo percepire una maggior disponibilità a gennaio dai vari Mattioli, Corsi o Stirpe? Questo è chiaramente un ragionamento sulla carta, a bocce ferme, poi a gennaio vedremo cosa sarà effettivamente successo.

Tornando al tema originale, ovvero Inzaghi, la speranza è che il tecnico ora vada a giocarsi la permanenza con le sue idee e non con le influenze ‘esterne’. Sì perché alcune scelte recenti sembrerebbero più frutto di una pressione ambientale che di una vera convinzione di Inzaghi. Il cambio modulo, l’inserimento di Orsolini, Palacio sempre titolare, sono alcune scelte all’apparenza logiche nella teoria ma forse non effettivamente pratiche nella mente di Inzaghi. Pippo aveva costruito in estate un Bologna da 3-5-2, facendo molta fatica a segnare ma tutto sommato tenendo la difesa al riparo. Poi l’attacco si è sbloccato e la retroguardia è andata in difficoltà, da qui i tanti pareggi arrivati nel recente periodo. Non avendo il 3-5-2 trovato una quadratura efficiente, l’ambiente ha cominciato a pressare Pippo sul cambio modulo, incrinando probabilmente le certezze che l’allenatore aveva in mente dall’estate. E chissà che inconsciamente Pippo non abbia prodotto scelte non sue, andando peraltro in difficoltà come livello di prestazione e risultati. Ma da qui in avanti Inzaghi si gioca il futuro e quando si arriva in una situazione del genere è sempre meglio affrontarla con le proprie idee, le proprie convinzioni. Sbagliare, eventualmente, con la propria testa, difendendo il lavoro svolto in 4 mesi. Se Pippo vede ancora il 3-5-2 come il modulo che può dare risultati e salvezza al Bologna, lo utilizzi, se vede Falcinelli – giocatore voluto da lui in estate – come possibile titolare, lo schieri, se vede Nagy meglio di Pulgar, lo inserisca (pur essendo io non d’accordo). Inzaghi è di fatto in bilico e perché mai dovrebbe cercare di salvarsi senza la convinzione intima di quello che effettivamente sta scegliendo? Avanti Pippo, con la tua testa: chissà che alla fine tutto possa risolversi come noi speriamo.

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