Caro amico ti scrivo…

Caro amico ti scrivo…

L’emozione di un Dall’Ara da Europa in una sfida salvezza, il Bologna completa la sua rimonta e anche Joey Saputo può esultare

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Lo confesso, al terzo gol di Sansone, vedendo 25mila persone in festa con i pugni al cielo, tutte consapevoli che il match era finito e la salvezza praticamente conquistata, mi sono emozionato. Apro così questo Spunto al termine del match che ha praticamente consegnato al Bologna una salvezza insperata solo 3 mesi fa. Perché poi quando il Dall’Ara canta, esulta, fa festa e partono le note di Lucio Dalla ‘caro amico ti scrivo’ è impossibile non emozionarsi.

C’era il clima giusto oggi, in avvio, con un frastuono assordante e carico, il Dall’Ara ha sospinto i rossoblù che subito si sono presentati all’arrembaggio creando tre nitide palle gol, e nemmeno un tiro cross di Pajac avrebbe potuto rovinare una festa così, in uno stadio così. Sembrava una partita da Europa, era invece solo uno scontro salvezza ma in novanta minuti si sono racchiuse tutte le emozioni di una stagione che solo con questa tensione poteva concludersi. Lo svantaggio, i continui salvataggi davanti alla porta, le parate di Dragowski, la poca mira di un Orsolini fino a lì fuori dal contesto. Eppure, ancora una volta, quel Bologna di Inzaghi che puntualmente si squagliava nella ripresa, con Mihajlovic altrettanto precisamente emerge quando serve. Col suo carico di mentalità e consapevolezza che solo il serbo poteva dare una squadra impaurita. La metamorfosi è evidente, e tutto sommato è stato giusto che a dare il via alla rimonta fossero proprio Sansone e Soriano, gli investimenti di Saputo per salvare la squadra e che, entrambi, saranno la colonna portante del Bfc del prossimo anno. E in fondo è stato giusto che pure Orsolini si prendesse il palcoscenico, lui molto arruffone ma sempre decisivo, rivitalizzato da un Mihajlovic bravo a capirne le doti e bravo a schierarlo nel suo ruolo. Che è quello, sulla destra in modo tale da infilare quelle supposte nel sette di sinistro. Il tris di Sansone è il punto esclamativo di una festa ben riuscita, di un ambiente di nuovo entusiasta nel vedere il Bologna giocare a calcio e che dovrebbe essere punto di partenza per ciò che sarà. Se Bologna respira calcio in questo modo per uno scontro diretto salvezza, figuriamoci se il club alzasse un po’ l’asticella…

Non c’è altro da aggiungere, perché tramutare in parole le sensazioni di un Dall’Ara festante è un esercizio inutile e che non renderebbe onore a chi ha cantato novanta minuti. Prendiamoci allora i fotogrammi della partita, i giocatori in festa, i tifosi conquistati da una squadra passata da brutto anatroccolo a cigno, il presidente Saputo che arringa la tribuna ed esulta da primo vero tifoso, un Bologna da 23 punti in 13 partite e primo in classifica nelle ultime 8. E’ un bel momento che può far da traino al futuro. E quando parte Lucio Dalla è sempre emozione, ‘così mi distraggo un po’…Dovevamo dimenticare il girone di andata, distrarci, pensare ad altro. Ce l’ha fatta Sinisa, perché come ha detto lui ‘se ci salviamo abbiamo fatto un mezzo miracolo’. Sì, a volte accadono anche qui, i miracoli. ‘E se esiste poi la felicità, chi ti dice che non passi anche di qua…’. Che gioia!

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