Bologna: poca produzione e massima resa, ma vedremo mai Verdi-Destro-Palacio?

Bologna: poca produzione e massima resa, ma vedremo mai Verdi-Destro-Palacio?

Rossoblù in fondo a tante statistiche offensive, ma gli avanti di Donadoni segnano con estrema concretezza

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Non volevo tornare sull’argomento Donadoni per poi essere accusato di ‘antidonadonismo’, parola orribile esattamente come ‘maigoduto’. Anche perché di anti non c’è nulla, semplicemente si riflette sull’espressione calcistica del Bologna, per alcuni sufficiente, per tanti altri meno. Non è una analisi per partito preso, solo constatazioni sulla base di dati e sulla base di ciò che si vede la domenica. In sostanza: la possibilità, ormai remota, di poter vedere qualcosina di meglio sul rettangolo verde in termini di gioia calciofila, ovvero salvarsi tranquillamente magari sperimentando, osando, facendo realmente crescere i giovani. Non si parla di colpi di tacco o di giocolieri alla Harlem Globetrotters, solo idee calcistiche leggermente diverse, per consentire alla società di programmare con pazienza ma al tempo stesso offrendo un prodotto più piacevole e meno stantio.

I numeri. Il Bologna, come ormai si sa, è nei bassifondi delle statistiche per quanto riguarda tiri in porta, cross, assist, possesso palla, mentre è al terzo posto in Serie A per occasioni da gol concretizzate. In sostanza, il Bologna offensivamente produce poco, ma quel poco lo concretizza quasi al massimo. E’ questo il segreto di Donadoni. Lo confermano anche i numeri, ad esempio gli expected goals. Cosa sono? Volendo fornire una definizione breve, si possono vedere come una misurazione scientifica della qualità delle occasioni create, cioè in base alla qualità dei tiri effettuati (se si tira da 20 centimetri a porta vuota l’expected goals sarà altissimo) si stima quanti gol quella squadra avrebbe potuto segnare. Così, in alcuni match il Bologna è uscito sconfitto pur con un expected goals paritetico con l’avversario (Milan-Bologna e Bologna-Udinese sarebbero dovute finire 1-1) ma in tante altre partite i rossoblù hanno portato a casa bottino pieno pur non meritandolo scientificamente. Esempi? Genoa-Bologna dell’andata secondo gli expected goals sarebbe dovuta finire con la vittoria del grifone, Verona-Bologna 1-1, Chievo-Bologna 1-1, Bologna-Sassuolo 1-2 e l’ultima Bologna-Roma 0-2. L’apporto degli attaccanti, compreso Destro, è nelle aspettative scientifiche e in alcuni casi (Verdi) nettamente sopra. Secondo la scienza, il numero nove avrebbe dovuto segnare fino a qui 5 gol, invece è a 7, Pulgar ha un expected goal di 1.5 ma ne ha siglati 3, Destro avrebbe dovuto segnarne 7 ma è fermo a 6 (paga l’errore di Ferrara). In termini generali, il Bologna avrebbe un expected goal di 29.82 a fronte di 35 effettivamente segnati. Per quanto riguarda la classifica, invece, il Bologna è in linea con quello che l’elaborazione dei dati si aspettava, ma proprio perché non se ne fa una questione di graduatoria, si sarebbe potuto sperimentare un po’ di più in fase offensiva, sfruttando la qualità degli attaccanti della rosa e testimoniata dai dati. Con una salvezza cementata da tre anni a gennaio, davvero non si riesce a trovare il modo di far coesistere Destro, Verdi e Palacio? Tra l’altro con i primi due che risultano coloro che più tirano in porta di media nell’arco dei novanta minuti? In questi tre anni non c’è stato modo di far esplodere Pulgar prima? Di dare fiducia in maniera continuativa a Donsah e Mbaye, magari pure sfruttando Ferrari e risparmiando i denari di De Maio? Può essere considerato il concetto della ‘nave portata in porto’ l’unico valore aggiunto di Donadoni? Ci mancherebbe anche che con questo livello della Serie A la nave affondasse…

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