Bologna, la rivoluzione di Pippo. Sul mercato mancano due pedine

Bologna, la rivoluzione di Pippo. Sul mercato mancano due pedine

Inzaghi pressante e incessante in allenamento, i ritmi si elevano e la sensazione è quella di una svolta. Mercato: prima un esterno poi il centrale, e su Pulgar…

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

La premessa è d’obbligo: non sono a Pinzolo. Per capire meglio come lavoro Pippo Inzaghi mi affido ai colleghi e a qualche conoscenza, ma la sensazione di rivoluzione c’è tutta. Insomma, il mondo è cambiato. Il ritiro di Pinzolo sembra scorrere via in maniera naturale, con un tecnico dedito al lavoro sul campo, pressante, incessante, e una squadra pronta a seguirlo, rivitalizzata dal cambio tecnico. Anche l’anno scorso c’erano sorrisi a Castelrotto, ma dopo qualche mese si rivelarono del tutto artificiosi, forzati, per nulla naturali. Il rapporto squadra-tecnico era logoro, e quelle due settimane trentine non servirono a fortificarlo. O meglio, diedero l’input per il classico inizio fuoco e fiamme donadoniano, ma una volta girata la boa di metà gara la squadra si spense, svelando proprio il distacco con il tecnico.

Ora c’è un nuovo inizio e di per sé fornisce motivazioni extra a chi in passato non ne aveva, ma lo sprint dovrà continuare nel tempo e il legame che Pippo sta cercando di costruire attorno a sé, e soprattutto tra compagni, servirà proprio a questo. L’asticella della fame e delle motivazioni dovrà rimanere alta e non spegnersi dopo il raggiungimento, si spera, dell’obiettivo primario. Soprattutto, questo NOS mentale (chi ha seguito Fast and Furious saprà) dovrà portare la squadra a lavorare meglio in settimana e la domenica sul campo, restituendo come minimo al pubblico un po’ di divertimento e la sensazione di essersi sudati la maglia. Insomma, il Fire and Desire annunciato da Saputo e ripreso sia dalla nostra trasmissione a Radio1909 che dalla campagna abbonamenti Bfc, sembra già ampiamente in atto. Si lavora a ritmi alti e con un Inzaghi molto presente, già questo segna una differenza tangibile rispetto agli ultimi due ritiri con un tecnico molto più pacato e forse meno entusiasta di Pippo nel cimentarsi nell’avventura bolognese, a maggior ragione dopo il rinnovo di contratto. Mia sensazione, sia chiaro. L’idea del Bologna è che con il cambio di tecnico si possano guadagnare diversi punti, sul resto chiaramente servirà anche la costruzione di una rosa dai contorni logici attorno al 3-5-2 di Superpippo. Per il momento gli acquisti di Bigon vanno in quella direzione.

Chiusura sul mercato. Se le cose non cambieranno in maniera epocale nel prossimo mese, il Bologna dovrebbe completare la propria rosa con un esterno di centrocampo e un difensore centrale. Per il laterale non ci sono novità, la sensazione è che il Bologna punti Mattiello – costa 4 milioni – ma si tenga di riserva la pista Rispoli per non ritrovarsi scoperto nel caso con l’Atalanta non si trovasse un accordo. Per il centrale, invece, è tutto fermo fino ad agosto. Pippo valuterà in ritiro il materiale a disposizione, ma con l’arretramento di Mbaye il numero dei centrali è salito a sei. Questo significa che per farne entrare uno dovrà uscirne un altro. Probabilmente l’indiziato può essere De Maio, ma in generale Pippo pensa che con il lavoro il rendimento della difesa possa migliorare. Ultima riga dedicata a Pulgar. Il Bologna non ci pensa a cederlo e nelle settimane scorse è arrivata una offerta importante dal Sassuol, rifiutata sia dal giocatore che dal club, perché l’idea è ripartire da lui in mediana. Per il rinnovo ci si penserà a fine estate, sperando non arrivi l’offerta da 15 milioni – cifra fissata dal Bfc – da una squadra che possa attirare Pulgar.

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy